
Salmo 23
La terra è di Dio! L'intero universo e i viventi che lo abitano appartengono a lui. La sua potenza ha generato la vita e il suo amore premuroso la conserva.
Chi può avvicinarsi a Dio, chi può sentirsi degno di lui? Chi è retto nel pensare e nell'agire, chi cerca verità in se stesso e negli altri.
Ecco l'uomo gradito a Dio, egli gusterà ciò di cui ha sete; ecco i veri cercatori di Dio, del volto di quel Dio che Giacobbe ha conosciuto.
Superate, uomini, i vostri scetticismi, le vecchie paure e i nuovi pregiudizi e accogliete il signore della vita.
Chi è questo signore della vita? E Dio, forte e misericordioso, Dio che vince il male.
Superate, uomini le vostre sicurezze, i vecchi fatalismi e l'indifferenza borghese e accogliete il signore della vita.
Chi è questo signore della vita. E proprio lui, Dio che si è manifestato agli uomini.
Dal vangelo secondo Matteo 1
[18] Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. [19] Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. [20] Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. [21] Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
[22] Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
[23] Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. [24] Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, [25] la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
La fantasia di Dio
L’Angelo, manifestazione divina, saluta Maria e l’invita a rallegrarsi per essere stata colmata di grazia da parte di Dio. Non sono i meriti di Maria, ma i doni gratuiti del Signore che rendono la ragazza di Nazaret “favorita dalla grazia” (Lc 1,28).
Maria è sconcertata e cerca di capire ciò che le sta accadendo. Per comprendere il turbamento che coglie Maria, che si sente oggetto di un annuncio divino, occorre rifarsi alla mentalità giudaica secondo la quale “il Santo, Egli sia benedetto, non parlò con alcuna donna se non con quella giusta, e anche quella volta per una causa” (Ber. Rab. XX, 6). Infatti, nell’Antico Testamento l’unica volta che Dio si è rivolto a una donna, è stato per rimproverare Sara, la moglie di Abramo, e da allora non ha più rivolto la parola a nessuna donna (Gen 18,10-15).
Se Dio non parla alle donne, come può ora parlare a Maria?
Inoltre ciò che l’Angelo propone a Maria suona come una bestemmia: diventare madre del figlio di Dio!
Mentre Zaccaria e Elisabetta sono stati presentati dall’evangelista come irreprensibili osservanti di tutte le leggi e le prescrizioni del Signore (Lc 1,6), nulla di questo è affermato per Maria.
Se Maria fosse stata una pia e devota ragazza, probabilmente avrebbe rifiutato la proposta angelica come una sacrilega tentazione: Dio non ha figli, “il Signore è uno solo” (Dt 6,4). Quando le autorità giudaiche si rendono conto che Gesù rivendica di essere il figlio di Dio “cercavano ancor più di ucciderlo: perché non soltanto abrogava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio” (Gv 5,17). E quando Gesù ammetterà di fronte al sommo sacerdote la sua condizione divina, “il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: Ha bestemmiato!” (Mt 26,65).
Che Dio potesse avere un figlio era una bestemmia e come tale doveva essere punita con la morte.
Eppure Maria accetta.
Mentre Zaccaria, incredulo, chiede un segno, una prova che garantisca la verità dell’annuncio (“Come potrò conoscere questo?”, Lc 1,18), Maria, che non dubita, chiede di conoscere il modo col quale si realizzerà ciò che le è stato annunciato (“Come avverrà questo?”, Lc 1,34).
E l’Angelo le risponde: “Lo Spirito santo scenderà su dite...” (Lc 1,35).
Come al momento della creazione lo “Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque” (Gen 1,2), così quel che avverrà in Maria sarà una nuova creazione e “colui che nascerà santo sarà chiamato Figlio di Dio” (Lc 1,35). Luca presenta Maria come la donna dello Spirito, racchiudendo la sua esistenza tra le due discese dello Spirito, all’annunciazione e alla Pentecoste (At 1,14; 2,1-4).
“Avvenga per me come tu hai detto” (Lc 1,38).
Maria si apre al nuovo che il Signore le propone e la ragazza di Nazaret, che “nessuno, neanche tra i vicini, conosceva” (Origene, Contro Celso, I, 39), verrà proclamata beata da tutte le generazioni (Lc 1,48).
Maria è il capolavoro della fantasia di Dio, quel Signore che sceglie sempre per le sue opere ciò che gli uomini disprezzano e scartano (1 Cor 1,27-30). Con Maria, la donna, considerata una categoria sub-umana e comunque l’essere più distante dalla santità di Dio, diverrà la sua più immediata collaboratrice.
La donna, ritenuta responsabile della morte nel mondo (Sir 25,24), sarà portatrice di una vita capace di superare la morte. La donna, che non può sfiorare il rotolo della Parola del Signore, darà alla luce la Parola di Dio che si farà uomo (Gv 1,14).
Nella sua risposta Maria si è definita “la serva del Signore” (Lc 1,38), e come tale sa che chi accetta di servire il Signore deve prepararsi alla prova (Sir 2,1). Lei si è fidata del Dio dei suoi padri, ora dovrà prepararsi ad accettare il Dio di suo figlio.
Tratto da “NON ANCORA MADONNA” di fra Alberto Maggi










