Se
mi amate, osserverete i miei comandamenti.
Il
greco per esprimere il termine "amare"
usa tre verbi: "erao"
per indicare l'amore passionale; "fileo"
per indicare un amore affettuoso, amichevole; "agapao"
per indicare un amore spirituale, il trasporto di una persona verso
un'altra, che ti porta a fonderti con essa.
Pertanto,
quando il Nuovo Testamento parla dell'amore di Dio per l'uomo o
dell'amore del Padre
verso
il Figlio, il verbo usato è "agapao".
Il verbo "agapao",
quindi, ha dei connotati divini.
Ebbene,
per dire "se
mi amate",
Giovanni usa proprio il verbo "agapao",
indicando, quindi, come
l'amore
che lega il credente a Gesù ha dimensioni divine. E' un amore che
non ha nulla a che
vedere
con il nostro sentimento o la nostra passionalità, ma indica la
totale apertura del credente a
Dio,
il suo aderire a Lui con la vita.
Ecco
che, allora, diventa logica conseguenza "l'osservare
i comandamenti".
Il verbo greco per dire
"osservare"
è "tereo"
che significa "aver
cura, custodire, praticare".
Non si tratta, quindi, di eseguire forzatamente dei comandi, ma di
abbracciare una logica divina che già si è accolta e fatta propria
nella vita in virtù dell'amore che ci lega esistenzialmente a Dio.
E'
questo il tipo di rapporto che lega il credente a Gesù.


