28 settembre 2009

FATTI DI DIO



http://www.youtube.com/watch?v=J2auz14yHq4

Gregge o mente aperta? COSI SI VINCONO I PREGIUDIZI


Chi ha una mente aperta? Chi ti ascolta, chi ti parla, chi ti capisce. Chi ti viene incontro e ti guarda negli occhi sorridente. Chi è interessato agli altri, alla loro vita, ai loro problemi, al loro modo di pensare. Chi si arricchisce della loro esperienza. Noi viviamo in gruppi separati. I bambini stanno con i bambini, gli adolescenti fra di loro e così via per tutte le fasce di età. A molte feste date da miei conoscenti i figli — anche non giovanissimi — non si fermano, se ne vanno. Non parliamo poi dei gruppi politici e di quelli etnici. La società è fatta di barriere, di silenzi, di indifferenza, di pregiudizi. Noi assimiliamo i pregiudizi del nostro gruppo sociale, politico e culturale parlando solo fra di noi, leggendo i nostri giornali e guardando solo gli spettacoli televisivi che ci piacciono. E quando incontriamo qualcuno che è odiato dal gruppo proviamo un immediato senso di antipatia. Lo stesso con i libri, con i film, non li sfogliamo neppure, li scartiamo con disgusto. Una ragione per cui spesso non leggiamo libri molto belli e non guardiamo ottimi film. Perché seguiamo ciecamente le indicazioni del nostro gregge.
Eppure, alcune volte, riusciamo a liberarci di questa schiavitù del pregiudizio, per un istante la nostra mente si apre, abbiano il coraggio di parlare con quella persona, di leggere quel libro, di guardare quel film che avremmo scartato e scopriamo stupiti che invece è bello, interessante, divertente. E ci si apre davanti una prospettiva a cui non avremmo mai pensato. Solo chi ha la mente aperta sa giudicare obbiettivamente. È spaventoso avere un insegnante con la mente chiusa. Non ti capisce, approva solo ciò che corrisponde a quanto pensa lui, premia i più conformisti e condanna gli innovatori. Figuratevi poi trovarsi un giudice che ti ha già condannato prima di vederti! Quando penso al danno provocato da una mente chiusa mi vengono in mente gli effetti delle ideologie fanatiche: i gulag russi, i campi di sterminio tedeschi, gli attentati dei kamikaze fra la folla. Perché la mente chiusa non è solo ottusa, è anche cattiva.
In ogni essere umano c’è sempre qualcosa che possiamo scoprire e valorizzare. Un professore con la mente aperta quando esamina i suoi studenti vede i loro difetti, i loro errori, ma scopre sempre anche qualità positive, potenzialità da sviluppare. A volte penso che l’apertura della mente sia, nella sua essenza, amore e slancio vitale.

TRATTO DA: “Il corriere della sera”

www.corriere.it/alberoni

11 settembre 2009

IL FIGLIO DELL'UOMO (verso la pienezza umana)


Il passo iniziale

Nel linguaggio dei sinottici il minimo di apertura all’amore necessario per iniziare lo sviluppo umano si esprime con il termine metanoia, che denota un cambio di atteggiamento e di condotta, un nuovo andamento della vita, includendo il dispiacere per il male causato nel passato e la correzione per il futuro.
Benché i vangeli la collochino in un contesto teologico (Mc 1,4: per il perdono dei peccati, cfr. 1,15), la scelta sottesa alla metanoia non ha bisogno di una motivazione teologica, poiché si fonda sulla solidarietà propria di quelli che sono membri del medesimo genere umano. Infatti i rapporti umani giusti sono, nella concezione dei profeti e del NT, la cosa naturale per ogni uomo, che conosca o meno il Dio vero; da qui le critiche tanto al pagano quanto all’ebreo che non li praticano (cfr. Rm 1,18-2,15). In realtà sono il requisito per essere uomo e quello che Dio attende dagli esseri umani. Perciò, far sì che questo modo di rapportarsi diriga la propria vita è il presupposto per ogni altra aspirazione e meta dell’uomo, e la condizione previa per costruire la società nuova o regno di Dio (Mc 1,15 par.)…

…Ma il dono dello Spirito non si restringe a coloro che prestano adesione a Gesù: chiunque orienta la sua vita verso l’amore per l’umanità lo riceve, poiché con ciò si mette in sintonia con Dio e può chiamarsi figlio suo. C’è tuttavia una differenza tra questo uomo e quello che conosce Gesù e gli dà la sua adesione. Il primo è messo in grado di crescere come persona, ma, non avendo modelli, non conosce la meta, la pienezza umana che si mostra in Gesù, né quello che Dio è capace di realizzare con l’uomo; non sospetta pertanto quali siano le proprie possibilità; anche senza saperlo, è vicino a Dio, ma non conosce il suo volto. In Gesù, in cui Dio si manifesta totalmente, l’essere umano trova il modello di pienezza, la linea di attività, il significato pieno dell’amore-vita; e, attraverso di lui, la comunità fraterna di vita e di lavoro, la strada verso la consumazione individuale e sociale.
Il primo caso, quello dell’uomo che — pur senza conoscere Gesù — si propone di praticare la solidarietà-amore con gli altri uomini senza distinzione e di lavorare per loro, dà lo spunto a quello che. si può chiamare la comunicazione anonima di Dio24 il secondo caso, quello di quanti aderiscono a Gesù, alla sua comunicazione esplicita… (Matteos e Camacho)