
Il passo iniziale
Nel linguaggio dei sinottici il minimo di apertura all’amore necessario per iniziare lo sviluppo umano si esprime con il termine metanoia, che denota un cambio di atteggiamento e di condotta, un nuovo andamento della vita, includendo il dispiacere per il male causato nel passato e la correzione per il futuro.
Benché i vangeli la collochino in un contesto teologico (Mc 1,4: per il perdono dei peccati, cfr. 1,15), la scelta sottesa alla metanoia non ha bisogno di una motivazione teologica, poiché si fonda sulla solidarietà propria di quelli che sono membri del medesimo genere umano. Infatti i rapporti umani giusti sono, nella concezione dei profeti e del NT, la cosa naturale per ogni uomo, che conosca o meno il Dio vero; da qui le critiche tanto al pagano quanto all’ebreo che non li praticano (cfr. Rm 1,18-2,15). In realtà sono il requisito per essere uomo e quello che Dio attende dagli esseri umani. Perciò, far sì che questo modo di rapportarsi diriga la propria vita è il presupposto per ogni altra aspirazione e meta dell’uomo, e la condizione previa per costruire la società nuova o regno di Dio (Mc 1,15 par.)…
…Ma il dono dello Spirito non si restringe a coloro che prestano adesione a Gesù: chiunque orienta la sua vita verso l’amore per l’umanità lo riceve, poiché con ciò si mette in sintonia con Dio e può chiamarsi figlio suo. C’è tuttavia una differenza tra questo uomo e quello che conosce Gesù e gli dà la sua adesione. Il primo è messo in grado di crescere come persona, ma, non avendo modelli, non conosce la meta, la pienezza umana che si mostra in Gesù, né quello che Dio è capace di realizzare con l’uomo; non sospetta pertanto quali siano le proprie possibilità; anche senza saperlo, è vicino a Dio, ma non conosce il suo volto. In Gesù, in cui Dio si manifesta totalmente, l’essere umano trova il modello di pienezza, la linea di attività, il significato pieno dell’amore-vita; e, attraverso di lui, la comunità fraterna di vita e di lavoro, la strada verso la consumazione individuale e sociale.
Il primo caso, quello dell’uomo che — pur senza conoscere Gesù — si propone di praticare la solidarietà-amore con gli altri uomini senza distinzione e di lavorare per loro, dà lo spunto a quello che. si può chiamare la comunicazione anonima di Dio24 il secondo caso, quello di quanti aderiscono a Gesù, alla sua comunicazione esplicita… (Matteos e Camacho)