18 ottobre 2012

I DESIDERI CHE CI ABITANO.


...Cosa volete che io faccia per voi?...Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra...”

Cos'è il desiderio? (prospettiva psicologica). Per desiderio intendiamo una disponibilità a concentrare-canalizzare tutte le nostre energie verso un oggetto stimato importante in sé e centrale per noi.. è un aspirare con tutte le forze verso qualcosa che è importante per se stesso e che l'individuo scopre e vuole al centro della propria vita e del proprio futuro.
Si pone nella prospettiva della ricerca del senso della vita e va oltre la persona: è apertura alla trascendenza. E' una percezione intuitiva super-razionale; un "fiutare", che ciò verso cui mi oriento è la perla preziosa ; un "intuire" che quella è la strada, anche se non so bene il perché. Una specie di innamoramento, espressione di gratuità e di gioia. A questo punto si mette in moto la volontà: essa è un dire di sì a canalizzare le energie per la meta intuita".
Non è la volontà ma il desiderio a suggerire l'azione". Ci accorgiamo che è ben diverso agire solo con la forza della volontà e senza desiderio, che agire seguendo il desiderio e attivando la volontà in modo conforme. Si può anche volere forzatamente una cosa, ma quando manca il desiderio la perseveranza vacilla. La volontà viene a ridursi in sfida o testardaggine.

13 ottobre 2012

SULLA TENEREZZA





La divina tenerezza è pace, profonda pace, pace misericordiosa, sollievo.

È un mano dolce e materna, che conosce, conforta, ripara senza trauma, rimette al po­sto giusto.

È uno sguardo simile a quello della madre sul figlio che nasce.

È orecchio attento e discreto, che nulla spaventa, non giudica, sceglie sempre il buon sentiero umano, dove si può vivere perfino l’invivibile.

Essa è salda come la buona terra su cui tutto riposa.

La divina tenerezza tutto salva, vuole salvare tutto.

E non dispera mai di nessuno.

Crede che vi sia sempre una strada.

Senza sosta continua infaticabile a partorire, curare, nutrire, rallegrare e confortare.

10 ottobre 2012

UN CAMMINO DI FEDE.... CIAO DON!!


Ciao don! Ti ricordi di me, vero? Per favore: non farmi la solita ramanzina. So già quello che mi vuoi rinfacciare e te lo anticipo: è dal giorno della cresima che non mi vedi in Chiesa (non che prima ci venissi tanto, però almeno mi facevo vivo una volta al mese), al gruppo non ci sono mai venuto (con l'aggravante di non aver neppure oggi l'intenzione), faccio casino col motorino sul piazzale mentre tu dici messa con le tue vecchiette, mi piace bere qualche birretta e fumarmi anche qualche cicca. Però non ho ancora preso una brutta strada, quella “brutta strada” di cui tu ci parlavi mentre ci preparavi alla Prima Confessione. A meno che per te “brutta strada” non sia innamorarsi di una ragazza, andare in vacanza con lei e, son sincero, ogni tanto pure farci l'amore: sai che su queste cose io e te siamo sempre stati in conflitto. Mi sembra una buona panoramica.