15 giugno 2008

"MA CHE LEGGE E' MAI QUESTA " atto secondo


…Nella religione all'uomo peccatore si pone come condizione il pentimento e la conversione, solo se ci sono queste condizioni viene concesso il perdono. Ebbene, Dio, attraverso il profeta Osea, fa comprendere che non è vero, Lui per primo perdona senza nessuna condizione e senza nessuna motivazione, eventualmente, come frutto di questo perdono incondizionato, che non umilia le persone, ci potrà essere la conversione. E’ il grande cambiamento dalla religione alla fede! Nella religione all'uomo peccatore è messa come condizione, per ottenere il perdono delle colpe, il pentimento e la conversione, nella fede il Padre mai perdona perché mai si sente offeso. Non c'è cosa più inutile che chiedere perdono a Dio per le proprie colpe. Nei vangeli Gesù non invita mai i peccatori a chiedere perdono a Dio, potete sfogliare tutti i vangeli e non troverete una sola volta l'invito di Gesù a chiedere perdono a Dio per le colpe, ma incessantemente troverete l’invito di perdonare le colpe degli altri. Chiedere perdono a Dio è inutile, perché Dio ci ha già perdonato o meglio, Dio mai ci perdona perché mai si sente offeso. Ricordate, prima della riforma liturgica, quando dovevamo recitare quella filastrocca senza senso chiamata "atto di dolore", nel triste rito della confessione? …Dio mi pento, mi dolgo, facciamo finta di dolersi…, che ti ho offeso infinitamente… Dio non si offende! Il peccato, afferma il concilio Vaticano II, non è un'offesa rivolta a Dio, ma è un limite che l'uomo mette alla sua crescita. Noi siamo destinati ad una crescita senza fine; il peccato che commettiamo è uno stop a questa crescita. Dio non si offende, Dio è amore e incessantemente comunica amore all'uomo, ecco perché Gesù non invita a chiedere perdono a Dio, ma insiste incessantemente di perdonare gli altri. Questo perdono che Dio concede gratuitamente, diventa efficace e operativo nell'uomo quando si traduce in altrettanto amore nei confronti dell'altro…



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