03 maggio 2012

LA VITE E I TRALCI

 Il Testo: GIOVANNI 15, 1-8

[1]Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo.
[2]Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.
[3]Voi siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato.
[4]Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
[5]Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
[6]Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
[7]Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato.
[8]In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.








Commento


La "Vite e i tralci", più che una parabola o un'allegoria, anche se non ne mancano degli aspetti, potrebbe definirsi, con un termine ebraico, come un "mashal", cioè una sorta di riflessione sapienziale che parte dall'esperienza di vita. Questo si trova nel "Libro della Gloria" e fa parte dei grandi discorsi di addio che Gesù lascia ai suoi discepoli quale suo testamento spirituale.