Il Blog "IN SEMPLICITA'" è uno spazio dove inserire: info su attività, riflessioni sulle attività, articoli, stralci di libri, esegesi bibliche, riflessioni personali, per creare un dialogo e scambiare opinioni, pareri, per una crescita spirituale e umana. Uno spazio dove le persone condividono vita. Verranno eliminati gli interventi che potrebbero ferire o offendere, con linguaggio o idee, le persone.
Credo di aver cominciato a diventare più libero quando ho accettato per la prima volta di non stare né nel passato né nel futuro. Presente nel presente. È stato un po’ come scoprire un altro mondo. Mi son reso conto che c’è una malattia dell’anima che trattiene la nostra coscienza nel passato, con il ricordo, o la sospinge nel futuro, col desiderio. Se poi il ricordo si fa rimpianto e il desiderio seduzione, lo spostamento di un momento, fuori del presente, diventa un esilio.
Sembra una menata filosofica, o psicologica, ma non lo è. Senza presente ognuno di noi è assente, sempre altrove rispetto a se stesso e agli altri. Ma c’è anche di peggio: senza saper stare, solo, nel presente, non mi sarei mai accorto del Presente, di Colui che è presente. Senza il Presente, non avrei mai percepito di essere visto, guardato, baciato, tenuto in mano.
L’altro giorno stavo con un ragazzo, una persona così bella. Ma ogni tanto il suo sguardo si spegneva. Mi ha detto: «Sai, che io ci sia o non ci sia, è la stessa cosa». Anche il dolore, può far franare il cuore in un paese di esilio. In quel paese, sembra non ci siano mani che ci possano raggiungere.
Ciò che ho fatto, è sperare che mi sentisse presente.
Rubato da "vitabolario" di Piero
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Credo di aver cominciato a diventare più libero quando ho accettato per la prima volta di non stare né nel passato né nel futuro. Presente nel presente. È stato un po’ come scoprire un altro mondo. Mi son reso conto che c’è una malattia dell’anima che trattiene la nostra coscienza nel passato, con il ricordo, o la sospinge nel futuro, col desiderio. Se poi il ricordo si fa rimpianto e il desiderio seduzione, lo spostamento di un momento, fuori del presente, diventa un esilio.
Sembra una menata filosofica, o psicologica, ma non lo è. Senza presente ognuno di noi è assente, sempre altrove rispetto a se stesso e agli altri. Ma c’è anche di peggio: senza saper stare, solo, nel presente, non mi sarei mai accorto del Presente, di Colui che è presente. Senza il Presente, non avrei mai percepito di essere visto, guardato, baciato, tenuto in mano.
L’altro giorno stavo con un ragazzo, una persona così bella. Ma ogni tanto il suo sguardo si spegneva. Mi ha detto: «Sai, che io ci sia o non ci sia, è la stessa cosa». Anche il dolore, può far franare il cuore in un paese di esilio. In quel paese, sembra non ci siano mani che ci possano raggiungere.
Ciò che ho fatto, è sperare che mi sentisse presente.