18 febbraio 2013

GUARDANO MA NON VEDONO

Nel vocabolario ecclesiastico sono altre le parole più usate, quelle con le quali abbiamo maggiore dimestichezza: la parola "verità" per esempio, la parola "bontà". Di verità e bontà sono piene le omelie dei preti e i documenti ecclesiastici. Una cittadinanza minore tocca invece alla parola "bellezza".

15 febbraio 2013

DIO VIDE CHE ERA COSA BUONA....

1,4Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre.
Lo schema narrativo di ogni giorno oltre a vedere Dio in azione, contempla sul quello che è stato creato o separato il giudizio di Dio che è introdotto dalla formula: «E Dio vide…». Il vedere di Dio è già di per sé un giudizio e una lode. Quello che è visto da Dio è espresso dal lemma ebraico ṭôv.
Tutto ciò che esiste è ṭôv. Tre diverse sfumature di significato rendono il vocabolo difficile da tradurre in italiano, in più, questi aspetti sono difficili per noi da tenere insieme.

02 febbraio 2013

A TIZIANA.

DEDICATA A TIZIANA E A SUA MADRE

DIO, UN UOMO DEBOLE

Presentazione del Signore

 

L'adempimento delle profezie


Nelle letture della festa di oggi si manifesta la continuità e insieme il contrasto veramente profondo fra Antico e Nuovo Testamento. A questo proposito la liturgia di oggi è esemplare; forse nessun'altra liturgia durante l'anno dice maggiormente questa continuità e questa differenza.La continuità sta nel fatto stesso che abbiamo ascoltato l'ultima profezia di Israele - Malachia è l'ultimo profeta - e poi abbiamo visto l'adempimento di questa profezia. Ma proprio nell'adempimento si vede anche la differenza profonda fra Antico e Nuovo Testamento. «Chi potrà sopportare la sua venuta? Chi potrà sussistere nella sua presenza?», diceva Malachia. Ditemi un po' se ci volevano queste parole così grandi per vederne poi l'adempimento in un bambino che non sapeva nemmeno parlare e veniva portato nel Tempio! «Egli è come la lisciva del lavandaio, come il fuoco dei fonditori». Vi sembra che sia proprio tutto vero? Se c'è uno che ha subito la lisciva, uno che ha subito il fuoco è stato proprio Lui, Lui che è morto sopra la croce! E la sua presenza ha lasciato il mondo qual era. Non vi sembra che sia molto strano questo connubio di termini, che sembrano così stranamente contrari? Eppure vogliono tutti e due significare lo stesso avvenimento. È interessantissimo ed importantissimo meditare una simile continuità in tanto contrasto.