27 agosto 2012

LIBERTA' DI / DA / PER / CON.....

SUL SENTIERO DELLA CROCE


La nostra fede in Dio ha bisogno di prove, richiediamo conferma prima di pronunciare il nostro sì. Poniamo problemi e desideriamo almeno intravedere una soluzione da parte di Dio. Gesù invece è Figlio del Padre celeste, che è un Dio nascosto. Il silenzio è una delle caratteristiche di Dio nei rapporti con l’uomo. Ogni prova «assoluta», infatti, costringerebbe la coscienza dell’uomo, e Dio non inchioda nessuno alla verità. Quale uomo affamato rifiuterebbe la fiducia a un Dio che gratuitamente gli desse da mangiare? Dio, in Gesù, rinunzia alla sua onnipotenza, si ritira nel silenzio della montagna e parla all’uomo attraverso il simbolo del pane di vita. Gesù richiama tutti al cammino che stava facendo verso Gerusalemme, dove sarebbe stato rifiutato, condannato e messo a morte. Gesù dice chiaramente ai discepoli che non assicura nulla di glorioso nella vita, ma anzi che anche ad essi sarebbe capitata la stessa sorte che stava per accadere a lui. «Vi do la mia vita da mangiare; potrete assaporare, così, quello che io sto per vivere».
Quando cominciarono a sentire queste parole che promettevano sacrifici, sofferenze, morte, molti della folla se ne andarono e alla fine rimasero solamente i dodici.
A questo punto Gesù non attenua la durezza del suo messaggio, ma libera gli apostoli da ogni vincolo e da ogni obbligo: «Volete andarvene anche voi?» (Gv 6,67).

22 agosto 2012

ASSENZA!

A volte milioni di piccoli momenti, di affettuosi gesti di presenza, si notano solo quando è troppo tardi, gridano forte come ricordo, e per udire quel grido bastano poche pochissime ore di assenza.
Anton Vanligt
L’assenza è molto più sentita della presenza.
Essere presenti è come costruire iniseme qualcosa, mattone dopo mattone, sasso dopo sasso, impercettibili, piccoli gesti quotidiani che a lungo termine sono evidenti, ma mai mentre li vivi.
[...] L’assenza è come un gesto unico che quel muro costruito lo fa crollare. Tu sei li, e interte, inerme ti chiedi il motivo, ma non trovi spiegazioni. Avverti solo un crollo improvviso, un tuffo al cuore e poi …silenzio, il peggiore: quello dell’indifferenza.
Anton Vanligt
Quindi, come sempre, la sera si mescolava all’essere sola. Al restare sola, perché la solitudine non mi appariva più una questione di presenze o di numeri. E nemmeno un problema di sedie vuote o di spazi da riempire. Nel silenzio della casa, ascoltavo i miei pensieri. Sola, le sillabe sono due, un plurale incompiuto, morente. Avvelenato dall’assenza.
Marta, Gianfranco Brevetto
Anche la sua assenza è una cosa che sta con me.
E l’amo tanto che non so come desiderarla.
Se non la vedo, la immagino e sono forte come gli alberi alti.
Ma se la vedo tremo, non so che ne è di ciò che sento nella sua assenza.
In tutto me stesso ogni forma mi abbandona.
Tutta la realtà mi guarda come un girasole con il suo viso nel mezzo.
Fernando Pessoa
L’assenza, la cura comune dell’amore.
Miguel Cervantes
Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai.
Certo che ce ne faremo.
Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza.
Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno.
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.
Antoine de Saint-Exupéry
Ho imparato che il contrario dell’amore non è l’odio. L’odio è l’assenza d’amore, così come il buio è assenza di luce. L’opposto dell’amore è la paura.
Fabio Volo
L’assenza diminuisce le passioni mediocri e aumenta le grandi, come il vento spegne Ie candele e alimenta l’incendio
Francois de La Rochefoucauld
Se vi separate dall’amico, non addoloratevi, perché la sua assenza vi illuminerà su ciò che in lui amate.
Kahlil Gibran
E’ nel sette dei dadi la tua assenza
ho sempre dato il cinque e il sei agli amici
è nell’olio dei quadri la tua assenza
son morti i miei paesi suggeriti
tu eri il vespro, il vespro e non la messa
eri il compieta e non l’elevazione
a messa si và pure senza fede
il vespro è veramente di chi crede
Roberto Vecchioni
L’assenza è un pungolo per il desiderio
Properzio
Sarà nella mia vita la tua assenza
il figlio a cui vorrò più bene, credi
Roberto Vecchioni
Il miglior lettore e il miglior essere umano sono quelli che mi fanno la grazia della loro assenza.
Charles Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo

06 agosto 2012

FOLLEMENTE FOLLE!!!!

Avvenire, 4 agosto 2012

I folli in Cristo   di ENZO BIANCHI

Estate del 1975. Assieme a un fratello della mia comunità decido di andare a trovare p. Placide Deseille, un monaco trappista di grande levatura spirituale che da qualche anno ha dato inizio a una piccola fondazione particolarmente attenta alla grande tradizione orientale. Ma, prima ancora che il gruppo di case trasformato in monastero si presenti alla nostra vista, siamo sorpresi da uno scroscio di risate... Subito temo che indicazioni errate ci abbiano condotto a qualche campo estivo di giovani ridanciani.
Confesso che tra me e l’umorismo esiste da sempre una certa estraneità.

AMORE E FOLLIA

La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei.
Dopo il caffè, la Follia propose: 'Si gioca a nascondino?'.
'Nascondino? Che cos'è?' - domandò la Curiosità.
'Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete.
Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare'.
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.
'1,2,3. - la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi.
La Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi.
L' Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso.
La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.
La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era gia a novantanove.
'CENTO! - gridò la Follia - Comincerò a cercare.'
La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto.
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto.
E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza , la Timidezza.
Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò:
'Dov'è l'Amore?'.
Nessuno l'aveva visto.
La Follia cominciò a cercarlo.
Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce.
Ma non trovò l'Amore.
Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un  grido.
Era l'Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio.
La Follia non sapeva che cosa fare.
Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre.
L'Amore accettò le scuse.
Oggi, l' l'Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.