SUL SENTIERO DELLA CROCE
La nostra fede in Dio ha bisogno di prove, richiediamo conferma prima di pronunciare il nostro sì. Poniamo problemi e desideriamo almeno intravedere una soluzione da parte di Dio. Gesù invece è Figlio del Padre celeste, che è un Dio nascosto. Il silenzio è una delle caratteristiche di Dio nei rapporti con l’uomo. Ogni prova «assoluta», infatti, costringerebbe la coscienza dell’uomo, e Dio non inchioda nessuno alla verità. Quale uomo affamato rifiuterebbe la fiducia a un Dio che gratuitamente gli desse da mangiare? Dio, in Gesù, rinunzia alla sua onnipotenza, si ritira nel silenzio della montagna e parla all’uomo attraverso il simbolo del pane di vita. Gesù richiama tutti al cammino che stava facendo verso Gerusalemme, dove sarebbe stato rifiutato, condannato e messo a morte. Gesù dice chiaramente ai discepoli che non assicura nulla di glorioso nella vita, ma anzi che anche ad essi sarebbe capitata la stessa sorte che stava per accadere a lui. «Vi do la mia vita da mangiare; potrete assaporare, così, quello che io sto per vivere».
Quando cominciarono a sentire queste parole che promettevano sacrifici, sofferenze, morte, molti della folla se ne andarono e alla fine rimasero solamente i dodici.
A questo punto Gesù non attenua la durezza del suo messaggio, ma libera gli apostoli da ogni vincolo e da ogni obbligo: «Volete andarvene anche voi?» (Gv 6,67).



