18 ottobre 2012

I DESIDERI CHE CI ABITANO.


...Cosa volete che io faccia per voi?...Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra...”

Cos'è il desiderio? (prospettiva psicologica). Per desiderio intendiamo una disponibilità a concentrare-canalizzare tutte le nostre energie verso un oggetto stimato importante in sé e centrale per noi.. è un aspirare con tutte le forze verso qualcosa che è importante per se stesso e che l'individuo scopre e vuole al centro della propria vita e del proprio futuro.
Si pone nella prospettiva della ricerca del senso della vita e va oltre la persona: è apertura alla trascendenza. E' una percezione intuitiva super-razionale; un "fiutare", che ciò verso cui mi oriento è la perla preziosa ; un "intuire" che quella è la strada, anche se non so bene il perché. Una specie di innamoramento, espressione di gratuità e di gioia. A questo punto si mette in moto la volontà: essa è un dire di sì a canalizzare le energie per la meta intuita".
Non è la volontà ma il desiderio a suggerire l'azione". Ci accorgiamo che è ben diverso agire solo con la forza della volontà e senza desiderio, che agire seguendo il desiderio e attivando la volontà in modo conforme. Si può anche volere forzatamente una cosa, ma quando manca il desiderio la perseveranza vacilla. La volontà viene a ridursi in sfida o testardaggine.


Ne abbiamo spesso un concetto negativo: spontaneismo, arbitrarietà, irresponsabilità, istintualità, forza irrazionale che può prendere la mano.. può creare illusioni .. va contro l'efficienza e la padronanza di sé ..
Ci accorgiamo comunque che il desiderare coinvolge fortemente la nostra vita, ha a che fare con tutta la nostra persona: mente - cuore - volontà.

"Scavare" i desideri:
Cosa c'è dietro ad ogni nostro desiderio ? E' importante riconoscere i nostri desideri e ciò che li oscura e li deforma (bisogni, ansietà, paure).

"Scalare " i desideri:
Sguardo rivolto alla meta, apertura al desiderio che Dio ha per l'uomo.

Preghiera come luogo della "torsione dei desideri": il desiderio non viene annullato, né devitalizzato bensì orientato verso l'obbiettivo finale. Il desiderio dell'uomo viene a confrontarsi con quello di Dio, riconosciamo la sua strada e possiamo percorrerla perché la desideriamo.

Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete ..”

Dalla gloria finale " fantasticata " alla sequela. Dal " successo garantito " alla condivisione del cammino. Dalle Fantasie sul compimento del regno, Gesù riporta alla condivisione della sua strada.
Bere il calice e ricevere il battesimo, sono immagini che trovano il loro significato nel contesto biblico e culturale di quel tempo, ma che si esplica nella vita stessa di Gesù.
Il calice di Gesù è quello che a lui stesso non piace, che gli è duro, e del quale dice al Padre: " allontana da me questo calice; tuttavia non quello che voglio io, ma quello che vuoi tu". E' il calice della croce, il calice dell'obbedienza al Padre che chiede di donare la vita
Il Battesimo di Gesù è la sua morte, è la sua solidarietà con i peccatori, fino all'abisso della morte. Il suo battesimo è la morte con i peccatori e per i peccatori.
E' in questa prospettiva di vita che i discepoli sono associati. La partecipazione alla gloria dipende dalla volontà del Padre; Gesù invita i discepoli a partecipare della sua stessa vita. Essere discepoli di Cristo significa essere disposti a partecipare effettivamente alle sofferenze di Cristo per la salvezza degli uomini.

Fra voi però non è così”

Dopo la reazione degli altri discepoli, che con il loro sdegno, si dimostrano altrettanto chiusi nelle prospettive umane, Gesù chiama a sé tutti i dodici e dà il vero orientamento per i nostri desideri.

E' la via del servizio, la via scelta e seguita fino in fondo da Gesù. E' un criterio che va diametralmente all'opposto della prospettiva di potere ed autorità seguita normalmente dall'uomo.

Gesù presenta dunque un nuovo progetto di autorità per la comunità cristiana. Innanzitutto esclude il modello di autorità che si organizza come potere. Poi propone un tipo di autorità che è veramente sconvolgente, usando due termini, servo e schiavo, che sono il simbolo di ciò che sta agli antipodi del potere, perché si tratta di chi non può disporre del suo lavoro, della sua attività e neppure della sua stessa esistenza, perché appartiene all'altro.

Qui non è detto che la autorità prenda l'atteggiamento di servizio per essere accolta e stimata come autorità ( cosa che umanamente è accettabile e che facciamo spesso ). Questa però è ancora una forma subdola e ipocrita di potere e di dominio.

Chi è realmente senza ruolo e senza prestigio e veramente serve gli altri, questi esercita l'autorità. Non si tratta di una vaga esortazione all'umiltà. Gesù ci dice che la vera grandezza è servire, cioè amare non a parole ma con i fatti. Servire significa promuovere il bene dell'altro. E' la via percorsa da Gesù, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita per la salvezza di molti.

Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti.”

Marco 10,35-45

35 E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo». 36 Egli disse loro: «Cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: 37 «Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 38 Gesù disse loro: «Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». 39 E Gesù disse: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. 40 Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».41 All'udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. 42 Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. 43 Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, 44 e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. 45 Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».



Commento tratto da una riflessione tenuta domenica 19/10/2003 da Don Diego DE Rossi Assistente Spirituale Diaconi permanenti della diocesi di Vicenza

1 commento:

  1. Anonimo23:55

    Il rischio che corriamo spesso e quello di considerare Dio come colui che esaudisce ogni nostro desiderio..."vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo"... Ma se Lui ti ha preso il cuore e gli appartieni, sei "sua" per sempre e non è un'umiliazione far aderire la propria volontà alla Sua, è semplicemente fidarsi e affidarsi a colui che ti ama e non farà nulla che non sia "per il tuo bene", anche se non lo comprendi e non vedi la meta di quanto ti accade... Io so soltanto che non posso fare a meno di dirgli ancora una volta SI'...

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