“...Cosa volete che
io faccia per voi?...Concedici di sedere nella tua gloria uno alla
tua destra e uno alla tua sinistra...”
Cos'è il desiderio?
(prospettiva psicologica). Per desiderio intendiamo una disponibilità
a concentrare-canalizzare tutte le nostre energie verso un oggetto
stimato importante in sé e centrale per noi.. è un aspirare con
tutte le forze verso qualcosa che è importante per se stesso e che
l'individuo scopre e vuole al centro della propria vita e del proprio
futuro.
Si pone nella prospettiva
della ricerca del senso della vita e va oltre la persona: è apertura
alla trascendenza. E' una percezione intuitiva super-razionale; un
"fiutare", che ciò verso cui mi oriento è la perla
preziosa ; un "intuire" che quella è la strada, anche se
non so bene il perché. Una specie di innamoramento, espressione di
gratuità e di gioia. A questo punto si mette in moto la volontà:
essa è un dire di sì a canalizzare le energie per la meta intuita".
Non è la volontà ma il
desiderio a suggerire l'azione". Ci accorgiamo che è ben
diverso agire solo con la forza della volontà e senza desiderio, che
agire seguendo il desiderio e attivando la volontà in modo conforme.
Si può anche volere forzatamente una cosa, ma quando manca il
desiderio la perseveranza vacilla. La volontà viene a ridursi in
sfida o testardaggine.
Ne abbiamo spesso un
concetto negativo: spontaneismo, arbitrarietà, irresponsabilità,
istintualità, forza irrazionale che può prendere la mano.. può
creare illusioni .. va contro l'efficienza e la padronanza di sé ..
Ci accorgiamo comunque
che il desiderare coinvolge fortemente la nostra vita, ha a che fare
con tutta la nostra persona: mente - cuore - volontà.
"Scavare" i
desideri:
Cosa c'è dietro ad ogni
nostro desiderio ? E' importante riconoscere i nostri desideri e ciò
che li oscura e li deforma (bisogni, ansietà, paure).
"Scalare " i
desideri:
Sguardo rivolto alla
meta, apertura al desiderio che Dio ha per l'uomo.
Preghiera come luogo
della "torsione dei desideri": il desiderio non viene
annullato, né devitalizzato bensì orientato verso l'obbiettivo
finale. Il desiderio dell'uomo viene a confrontarsi con quello di
Dio, riconosciamo la sua strada e possiamo percorrerla perché la
desideriamo.
“Il calice che io
bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo
riceverete ..”
Dalla gloria finale "
fantasticata " alla sequela. Dal " successo garantito "
alla condivisione del cammino. Dalle Fantasie sul compimento del
regno, Gesù riporta alla condivisione della sua strada.
Bere il calice e ricevere
il battesimo, sono immagini che trovano il loro significato nel
contesto biblico e culturale di quel tempo, ma che si esplica nella
vita stessa di Gesù.
Il calice di Gesù è
quello che a lui stesso non piace, che gli è duro, e del quale dice
al Padre: " allontana da me questo calice; tuttavia non quello
che voglio io, ma quello che vuoi tu". E' il calice della croce,
il calice dell'obbedienza al Padre che chiede di donare la vita
Il Battesimo di Gesù è
la sua morte, è la sua solidarietà con i peccatori, fino all'abisso
della morte. Il suo battesimo è la morte con i peccatori e per i
peccatori.
E' in questa prospettiva
di vita che i discepoli sono associati. La partecipazione alla gloria
dipende dalla volontà del Padre; Gesù invita i discepoli a
partecipare della sua stessa vita. Essere discepoli di Cristo
significa essere disposti a partecipare effettivamente alle
sofferenze di Cristo per la salvezza degli uomini.
“Fra voi però non è
così”
Dopo la reazione degli
altri discepoli, che con il loro sdegno, si dimostrano altrettanto
chiusi nelle prospettive umane, Gesù chiama a sé tutti i dodici e
dà il vero orientamento per i nostri desideri.
E' la via del servizio,
la via scelta e seguita fino in fondo da Gesù. E' un criterio che va
diametralmente all'opposto della prospettiva di potere ed autorità
seguita normalmente dall'uomo.
Gesù presenta dunque un
nuovo progetto di autorità per la comunità cristiana. Innanzitutto
esclude il modello di autorità che si organizza come potere. Poi
propone un tipo di autorità che è veramente sconvolgente, usando
due termini, servo e schiavo, che sono il simbolo di ciò che sta
agli antipodi del potere, perché si tratta di chi non può disporre
del suo lavoro, della sua attività e neppure della sua stessa
esistenza, perché appartiene all'altro.
Qui non è detto che la
autorità prenda l'atteggiamento di servizio per essere accolta e
stimata come autorità ( cosa che umanamente è accettabile e che
facciamo spesso ). Questa però è ancora una forma subdola e
ipocrita di potere e di dominio.
Chi è realmente senza
ruolo e senza prestigio e veramente serve gli altri, questi esercita
l'autorità. Non si tratta di una vaga esortazione all'umiltà. Gesù
ci dice che la vera grandezza è servire, cioè amare non a parole ma
con i fatti. Servire significa promuovere il bene dell'altro. E' la
via percorsa da Gesù, che non è venuto per essere servito, ma per
servire e dare la sua vita per la salvezza di molti.
“Il
Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per
servire e dare la propria vita in riscatto per molti.”
Marco 10,35-45
35 E
gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo,
dicendogli: «Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti
chiederemo».
36 Egli
disse loro: «Cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero:
37 «Concedici
di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua
sinistra». 38 Gesù
disse loro: «Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il
calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono
battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». 39 E
Gesù disse: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il
battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. 40 Ma
sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è
per coloro per i quali è stato preparato».41 All'udire
questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni.
42 Allora
Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che coloro che sono
ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano
su di esse il potere. 43 Fra
voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà
vostro servitore, 44 e
chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. 45 Il
Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per
servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Commento
tratto da una riflessione tenuta domenica 19/10/2003 da Don Diego DE
Rossi Assistente Spirituale Diaconi permanenti della diocesi di
Vicenza

Il rischio che corriamo spesso e quello di considerare Dio come colui che esaudisce ogni nostro desiderio..."vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo"... Ma se Lui ti ha preso il cuore e gli appartieni, sei "sua" per sempre e non è un'umiliazione far aderire la propria volontà alla Sua, è semplicemente fidarsi e affidarsi a colui che ti ama e non farà nulla che non sia "per il tuo bene", anche se non lo comprendi e non vedi la meta di quanto ti accade... Io so soltanto che non posso fare a meno di dirgli ancora una volta SI'...
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