18 giugno 2011

LE PAURE CHE CI ABITANO


Angelo Casati
Le paure che ci abitano

"Dio non è nella rigidità,
Dio non è nel trattenersi,
Dio non è nel chiudersi.
E' nello sbilanciarsi, che è
lo sbilanciarsi dell'amore."
Angelo Casati

La paura di morire, e quella di vivere. La paura di ciò che è precario e insicuro. La paura della nostra fragilità, e di quella degli altri. Don Angelo Casati, prete-poeta milanese, tocca uno ad uno tutti i tasti di quell'affanno che ci fa troppo spesso restare immobili, mentre la vita scorre. Perché vogliamo avere controllo su tutto? Perché non accettiamo la nostra provvisorietà? Le sue parole aprono piccoli squarci di luce nel buio delle nostre ansie. "Non temete!" dice il Vangelo. Ed è in fondo quello che questo suo libro prova a farci sentire.
Leggi l'anticipazione del capitolo "Contro l'affanno - la paura della vita"
Angelo Casati, prete, poeta, teologo, Angelo Casati ha dedicato gran parte dei suoi ottant'anni all'ascolto dei cammini della gente e della parola di Dio. Un cammino che restituisce nei suoi libri, nei quali alla delicatezza e intimità del suo stile aggiunge il coraggio e la coerenza del suo cammino di fede.

17 giugno 2011

ABBIAMO BISOGNO DI QUESTE APPARIZIONI MARIANE?



Mi è arrivata questa mail:


In questi giorni mi è capitato tra le mani un libro (“Dove posarono i suoi piedi – Le apparizioni mariane di Casanova Staffora 1947-1956” di Ferdinando Sudati, Edizioni Marna) edito a distanza di circa cinquant’anni dalle prime apparizioni (o presunte apparizioni) della Madonna in una certa località della Lombardia e per curiosità mi son messo a leggerlo.

16 giugno 2011

SACRAMENTI... PER CHI E COME.





Voglio postare alcune domande che oramai sono presenti frequentemente sull'uscio della mia porta.
Domande fatte da chi vive con “fatica” la propria condizione.
Domande alle quali non trovo risposta, in modo ufficiale, da parte di chi, per anni, ha “difeso” delle regole sulle quali è il caso di fermarsi e chiedersi se vale la pena o no modificare qualcosa.

15 giugno 2011

L'ITALIA CHE SI SVEGLIA.




Referendum 2011: 4 Sì grazie a Facebook e Twitter
Trionfo referendario: il popolo del web è vincitore. La rete batte televisione e stampa cartacea e porta al raggiungimento del quorum, grazie alla forza dell’informazione veicolata attraverso i più importanti social network.

01 novembre 2010

SIAMO INVITATI A "CAMBIARE": UMANITÀ IN DIVENIRE!







Gesù Cristo secondo Luca (14,1-6)

Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?».






CAMBIARE... CHE FATICA! (2)


RESISTERE A SE STESSI

Accettare una correzione e cambiare qualcosa di noi stessi è molto difficile e ci provoca sofferenza.
"The battle within" (la battaglia dentro) non è qualcosa che riguarda solo l'ultimo film dell'Uomo Ragno.
La battaglia dentro riguarda le resistenze nel rapporto col nostro carattere, le inclinazioni, la natura umana. E' la fatica di convertirsi, il lavoro su se stessi, la formazione permanente.

30 ottobre 2010

SIAMO INVITATI A "CAMBIARE": UMANITÀ IN DIVENIRE!


Gesù Cristo secondo Luca (13,22-30)

Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi»....
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.


CAMBIARE... CHE FATICA! (1)


Cambiare è sempre difficile.
Gli psicologi ci dicono che, generalmente, man mano che si avanza con l'età, ci si rifugia nelle sicurezze acquisite, si fa fatica a rischiare e ad affrontare cose nuove.
Il lavoratore che ha acquisito un buon livello di esperienza e responsabilità in un certo settore, fa fatica a ricominciare da capo, di punto in bianco, con un altro lavoro.

11 ottobre 2010

QUEL POCO CHE......


Un ragazzo aveva cinque pani e due pesci, , ma cos’era quello per saziare circa cinquemila uomini?

05 ottobre 2010

UNO DI NOI!!!!




Quale personaggio del passato potrebbe aiutarci a ripartire?

«Anche a un'osservazione superficiale appare evidente come per parecchi secoli in tutta l'Italia nessun uomo abbia goduto di un amore e di un ossequio così smisurati come il modesto e umile Francesco...

03 ottobre 2010

LA VITA.....


Tenuta in vita per salvare bimba, e' nata la piccola Edil

Si chiama Idil come la mamma, in coma da un mese all'ospedale Sant'Anna di Torino


TORINO - E' nata all'ospedale Sant'Anna di Torino la bambina la cui mamma, in coma da un mese, era tenuta in vita solo per farla nascere. La piccola pesa 760 grammi e sta bene.

11 settembre 2010

VIVERE È: "SPERIMENTARE"









Un cristianesimo capace di apprendere

di Christian Albini

in “sperare per tutti” (http://sperarepertutti.blog.lastampa.it/) del 16 giugno 2010

Dallo stile di Gesù emerge la provocazione di un cristianesimo che apprende.
Le patologie e le infedeltà al vangelo che pervadono ogni epoca della storia ecclesiale possono essere lette come rottura della corrispondenza tra forma e contenuto. Quando prevale la forma, si ha un cristianesimo ridotto a estetismo liturgico, a istituzione gerarchica, a struttura dove è però assente la sostanza di quell’amore che porta Gesù fino alla croce. Quando invece prevale il contenuto, si ha un cristianesimo ridotto a impianto dottrinale e dogmatico, una verità fatta di formule a cui assentire, priva di un legame vitale all’esistenza delle persone. Quest’ultimo sarebbe un cristianesimo senza conversione, in cui Zaccheo non ridistribuisce le sue ricchezze... Gesù invece indica la strada di un cristianesimo capace di apprendimento. Gesù, secondo Theobald, non definisce la sua identità e non la impone a nessuno. Crea uno spazio di libertà attorno a sé comunicando, con la sua sola presenza, una prossimità benefica a tutti quelli che incontra. Gesù non impartisce un insegnamento metafisico, etico o morale, ma lascia intuire in modo diverso, a seconda della persona che incontra, una nuova maniera di vedere il mondo e di situarsi in esso. È come se mettesse ciascuno nella condizione di sperimentare la propria conversione, la propria scoperta del Regno di Dio in mezzo a noi. Un cristianesimo secondo lo stile di Gesù, perciò, è capace di apprendere. In altre parole, non si presenta come istituzione detentrice di un sistema di dogmi da insegnare al mondo, ma come spazio in cui le persone trovano la libertà di far venir fuori la presenza di Dio che già abita la propria esistenza.
Ogni persona - quali che siano la sua religione, il suo pensiero e la sua cultura - è portatrice di un’immagine di Dio che aspetta di rivelarsi come per gli apostoli nella Pentecoste, cioè di fare proprio lo stile di Gesù. Non di imitarlo secondo canoni standardizzati, ma di realizzarlo dentro la propria unicità e irripetibilità. Quindi, i cristiani dovrebbero essere in ricerca della manifestazione di Dio propria di ogni religione, cultura e pensiero, invece di assumere atteggiamenti di svalutazione e condanna.

06 agosto 2010

IO, IO, IO.... UN PARADOSSO NELLA NOSTRA ESISTENZA!


Siamo in presenza di un paradosso. C'è qualcosa che si può perdere o che si può gua­dagnare, e questo qualcosa è la psyché, l'ani­ma spirituale, cioè (dinamicamente conside­rata) la libertà. Devo fare di tutto per guada­gnare la mia anima spirituale, per salvaguar­dare la mia libertà, perché lo scopo della mia esistenza di uomo consiste esattamente in questo. Ma ecco il paradosso: proprio per guadagnare il centro di me stesso, devo diffi­dare di me stesso, mi devo superare. La ver­sione della Cei traduce le parole di Gesù in Marco 8,34 in questo modo: "Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso", mentre sarebbe meglio rendere il verbo gre­co aparnéomai con "negare" nel senso di "vincere", "superare": se qualcuno vuol ve­nire dietro di me, si deve negare, si deve su­perare. Non si tratta di rinnegare se stessi quasi in odio a se stessi, ma si tratta di supe­rare i propri interessi particolari per realiz­zarsi veramente nell'adesione a qualcosa di più grande. Solo uscendo dal mio orizzonte inevitabilmente limitato sarò infatti nella condizione di incontrare qualcosa di più grande e di più stabile del mio piccolo e in­stabile Io, affidandomi al quale il mio Io nel­la sua profondità (l'anima spirituale) non si perde, ma si guadagna, si fortifica, si compie. Questa concezione dell'esistenza suppone un'antropologia dinamica e non statica, con­siderata alla luce dell'evoluzione e del pro­gresso e non della stasi e della conservazione. Il nostro essere-energia va coltivato, speso, investito: solo così si sviluppano tutte le no­stre potenzialità e diventiamo veramente ciò che siamo, cioè libertà che vuole la verità, che vuole aderire alla realtà.
Autentico, formato sul greco autòs cioè "se stesso", significa "fedele a se stesso", ma il paradosso che stiamo mettendo a tema è che proprio dall'interno dell'uomo procedo­no le insidie e le trappole dell'inautenticità. Proprio ciò a cui devo essere fedele per esse­re autentico è quanto maggiormente mi spin­ge verso il narcisismo all'origine dell'inau­tenticità. Per essere autentico devo essere fe­dele a me stesso, ma, allo stesso tempo, devo diffidare di me stesso. Siamo dunque alle prese con una necessaria fedeltà a se stessi e con una altrettanto necessaria esigenza di tra­scendersi, perché se è vero che non c'è nulla di più triste di una personalità grigia che qua­si rimpiange di esistere, al contempo non c'è nulla di più noioso di chi sa parlare solo di sé in un monotono susseguirsi di io, io, io....


tratto da: "LA VITA AUTENTICA" di Vito Mancuso

04 agosto 2010

10 REGOLE (che non sono regole)















REGOLE PER
VIVERE SUL PIANETA


1 - RICEVERAI UN CORPO.
Potrà piacerti o meno, ma sarà tuo per l'intero periodo.

2 - IMPARERAI DELLE LEZIONI E TI ISCRIVERAI IN UNA SCUOLA CHIAMATA VITA.
La scuola sarà informale e a tempo libero. Ogni giorno in questa scuola avrai l'opportunità di imparare lezioni. Le lezioni ti potranno piacere, o potrai pensare alle lezioni come stupide e irrilevanti.

3 - NON CI SARANNO ERRORI, SBAGLI, SOLO LEZIONI.
Il crescere sarà un processo di prova, sperimentazione. Gli esperimenti “falliti” faranno parte del processo quanto quelli che “avranno successo”.

4 - OGNI LEZIONE E' RIPETUTA FINO A QUANDO NON SARA' APPRESA.
Ogni lezione ti sarà presentata sotto vari aspetti, fino a che non l'avrai imparata. Quando l'avrai appresa, potrai andare alla lezione successiva.

5 - NON C'E' FINE ALL'APPRENDIMENTO DELLE LEZIONI.
Non ci saranno aspetti della vita che non conterranno lezioni. Fino a quando sarai vivo, con un corpo, ci saranno lezioni da apprendere.

6 - “LA'” NON E' MIGLIORE DI “QUA”.
Quando arriverai, il “là” diventerà il “qua”. Otterrai un altro “là” che ti sembrerà migliore del “qua”.

7 LE ALTRE PERSONE SONO SOLO SPECCHI DI TE STESSO.
Non potrai amare od odiare qualcosa di altre persone, a meno che ti riflettano qualcosa che tu ami od odi di te stesso.

8 - IL MODO IN CUI CONDURRAI LA TUA VITA E' DI TOTALE TUA RESPONSABILITA'.
Avrai tutti gli strumenti e le risorse che ti serviranno. Come gli userai starà a te. La scelta sarà tua.

9 - TUTTE LE RISPOSTE, LE SOLUZIONI GIACCIONO DENTRO DI TE.
Tutto quello che dovrai fare sarà guardare, ascoltare ed avere fiducia in te stesso.

10 - TI DIMENTICHERAI DI TUTTO QUESTO