10 aprile 2013

IN QUESTI GIORNI.... PERCHE' LA CROCE!?!?


Secondo la teologia cristiana, nella croce di Gesù Cristo coincidono, come in nessun altro luogo né momento, il tema del peccato e il tema della sofferenza.
La teologia della croce ha però fuso e confuso due cose: l'evento storico della morte di Gesù e l'interpretazione religiosa di quell'evento storico.
Quando diciamo che Cristo ci ha salvato mediante la sua morte in croce, in realtà che cosa stiamo dicendo?

18 febbraio 2013

GUARDANO MA NON VEDONO

Nel vocabolario ecclesiastico sono altre le parole più usate, quelle con le quali abbiamo maggiore dimestichezza: la parola "verità" per esempio, la parola "bontà". Di verità e bontà sono piene le omelie dei preti e i documenti ecclesiastici. Una cittadinanza minore tocca invece alla parola "bellezza".

15 febbraio 2013

DIO VIDE CHE ERA COSA BUONA....

1,4Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre.
Lo schema narrativo di ogni giorno oltre a vedere Dio in azione, contempla sul quello che è stato creato o separato il giudizio di Dio che è introdotto dalla formula: «E Dio vide…». Il vedere di Dio è già di per sé un giudizio e una lode. Quello che è visto da Dio è espresso dal lemma ebraico ṭôv.
Tutto ciò che esiste è ṭôv. Tre diverse sfumature di significato rendono il vocabolo difficile da tradurre in italiano, in più, questi aspetti sono difficili per noi da tenere insieme.

02 febbraio 2013

A TIZIANA.

DEDICATA A TIZIANA E A SUA MADRE

DIO, UN UOMO DEBOLE

Presentazione del Signore

 

L'adempimento delle profezie


Nelle letture della festa di oggi si manifesta la continuità e insieme il contrasto veramente profondo fra Antico e Nuovo Testamento. A questo proposito la liturgia di oggi è esemplare; forse nessun'altra liturgia durante l'anno dice maggiormente questa continuità e questa differenza.La continuità sta nel fatto stesso che abbiamo ascoltato l'ultima profezia di Israele - Malachia è l'ultimo profeta - e poi abbiamo visto l'adempimento di questa profezia. Ma proprio nell'adempimento si vede anche la differenza profonda fra Antico e Nuovo Testamento. «Chi potrà sopportare la sua venuta? Chi potrà sussistere nella sua presenza?», diceva Malachia. Ditemi un po' se ci volevano queste parole così grandi per vederne poi l'adempimento in un bambino che non sapeva nemmeno parlare e veniva portato nel Tempio! «Egli è come la lisciva del lavandaio, come il fuoco dei fonditori». Vi sembra che sia proprio tutto vero? Se c'è uno che ha subito la lisciva, uno che ha subito il fuoco è stato proprio Lui, Lui che è morto sopra la croce! E la sua presenza ha lasciato il mondo qual era. Non vi sembra che sia molto strano questo connubio di termini, che sembrano così stranamente contrari? Eppure vogliono tutti e due significare lo stesso avvenimento. È interessantissimo ed importantissimo meditare una simile continuità in tanto contrasto.

14 gennaio 2013

L'UOMO/DONNA SPIRITUALE

UMANITA' E SPIRITUALITA'

di Mario De Maio


Ricordo sempre una frase che mi disse uno psicoanalista arrivando in piazza san Pietro: “Puissance de la maladie” (“potenza della malattia”). Mi sono domandato spesso che cosa intendesse dire, e in quanto sacerdote mi sono sentito interpellato personalmente dalle sue parole: perché un uomo esperto in ‘umanità’, come dovrebbe essere uno psicoanalista, rivolge una critica così tagliente verso il principale simbolo del cattolicesimo? Che cosa aveva colto, con il suo sguardo di conoscitore delle dinamiche inconsapevoli che abitano la mente umana? La religione è stata per secoli il luogo dove l’uomo ha cercato la risposta alle do-mande fondamentali del vivere e un aiuto a superare le angosce più profonde dell’esistenza. Non a caso oggi si dice che per secoli il prete è stato lo psicoanalista della gente e dei poveri.

11 gennaio 2013

SEMPLICEMENTE VIVERE


di Mario De Maio

SEMPLICEMENTE VIVERE

non sappiamo cosa siamo, ma vogliamo essere altro






Introduco il nostro tema con un breve racconto. Che cosa cerchi mullah? La mia chiave, l’ho persa. Allora il vicino si inginocchiò e i due si misero a cerca re la chiave che però non si trovava. Dopo un po’ il vicino disse: ma dove l’hai persa questa chiave? A casa. Ma allora perché la cerchi qui? Perché qui c’è più luce. A che cosa serve cercare Dio nei luoghi santi se è nel cuore che l’abbiamo perso? 

09 novembre 2012

LA TENEREZZA RESPONSABILE

Parliamo di tenerezza responsabile mentre un autore contemporaneo, Musil, dice che la
responsabilità è soltanto una evanescenza nell’uomo di oggi, che è uomo senza qualità, parliamo di tenerezza in un mondo che, ad essere appena prudenti e saggi, ha bisogno di sicurezza, richiede armi di difesa e non certo tenerezza.
C’è una frase del vangelo di Giovanni che mi ha affascinato, sedotto e perfino rovinato: e la vita
era la luce degli uomini. Mi ha fatto capire dove dovevo cercare il senso di Dio, mi ha fatto vedere quante cose nella chiesa, nel mondo e nella società non sono dirette alla vita ma vanno in senso opposto.

18 ottobre 2012

I DESIDERI CHE CI ABITANO.


...Cosa volete che io faccia per voi?...Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra...”

Cos'è il desiderio? (prospettiva psicologica). Per desiderio intendiamo una disponibilità a concentrare-canalizzare tutte le nostre energie verso un oggetto stimato importante in sé e centrale per noi.. è un aspirare con tutte le forze verso qualcosa che è importante per se stesso e che l'individuo scopre e vuole al centro della propria vita e del proprio futuro.
Si pone nella prospettiva della ricerca del senso della vita e va oltre la persona: è apertura alla trascendenza. E' una percezione intuitiva super-razionale; un "fiutare", che ciò verso cui mi oriento è la perla preziosa ; un "intuire" che quella è la strada, anche se non so bene il perché. Una specie di innamoramento, espressione di gratuità e di gioia. A questo punto si mette in moto la volontà: essa è un dire di sì a canalizzare le energie per la meta intuita".
Non è la volontà ma il desiderio a suggerire l'azione". Ci accorgiamo che è ben diverso agire solo con la forza della volontà e senza desiderio, che agire seguendo il desiderio e attivando la volontà in modo conforme. Si può anche volere forzatamente una cosa, ma quando manca il desiderio la perseveranza vacilla. La volontà viene a ridursi in sfida o testardaggine.

13 ottobre 2012

SULLA TENEREZZA





La divina tenerezza è pace, profonda pace, pace misericordiosa, sollievo.

È un mano dolce e materna, che conosce, conforta, ripara senza trauma, rimette al po­sto giusto.

È uno sguardo simile a quello della madre sul figlio che nasce.

È orecchio attento e discreto, che nulla spaventa, non giudica, sceglie sempre il buon sentiero umano, dove si può vivere perfino l’invivibile.

Essa è salda come la buona terra su cui tutto riposa.

La divina tenerezza tutto salva, vuole salvare tutto.

E non dispera mai di nessuno.

Crede che vi sia sempre una strada.

Senza sosta continua infaticabile a partorire, curare, nutrire, rallegrare e confortare.

10 ottobre 2012

UN CAMMINO DI FEDE.... CIAO DON!!


Ciao don! Ti ricordi di me, vero? Per favore: non farmi la solita ramanzina. So già quello che mi vuoi rinfacciare e te lo anticipo: è dal giorno della cresima che non mi vedi in Chiesa (non che prima ci venissi tanto, però almeno mi facevo vivo una volta al mese), al gruppo non ci sono mai venuto (con l'aggravante di non aver neppure oggi l'intenzione), faccio casino col motorino sul piazzale mentre tu dici messa con le tue vecchiette, mi piace bere qualche birretta e fumarmi anche qualche cicca. Però non ho ancora preso una brutta strada, quella “brutta strada” di cui tu ci parlavi mentre ci preparavi alla Prima Confessione. A meno che per te “brutta strada” non sia innamorarsi di una ragazza, andare in vacanza con lei e, son sincero, ogni tanto pure farci l'amore: sai che su queste cose io e te siamo sempre stati in conflitto. Mi sembra una buona panoramica.

28 settembre 2012

IL BENE NON HA "PADRONI"


Dal Vangelo secondo Marco (9,38-43)

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.





«Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare» (Mc 9,42).
In che cosa consiste questo scandalo? Qual è questo peccato tanto grande da dover preferire la morte?
Questo brano è sempre stato riferito a comportamenti morali di ordine personale, oppure ad atteggiamenti che possono ferire o turbare le persone umili e semplici. Ma la liturgia odierna sembra collegare questo peccato anche a quanto vien detto sia nel brano evangelico sia nel racconto del libro dei Numeri: «Impedire a qualcuno di fare il bene perché non è dei nostri». Probabilmente tutti noi, se abbiamo potuto, almeno qualche volta abbiamo tentato di farlo.

CRISTO: FONDAMENTO DELLA NOSTRA FEDE!


Posto questo articolo consapevole della bellissima provocazione; mi “salva” il fatto che è stato scritto da un vescovo.

Disobbedire
di Jacques Noyer (vescovo emerito di Amiens) del 9 settembre 2012

«Signor parroco, vorremmo vederla. Stiamo per sposarci, ma io sono divorziato...» Mi è stato riferito recentemente che un prete sentendo queste parole ha richiuso la porta della casa parrocchiale affermando: «Sono desolato ma non posso far nulla per voi!». Ecco un funzionario come si deve! È questa l'obbedienza?
Senza dubbio molti altri avrebbero fatto entrare la coppia e l'avrebbero ascoltata. Alcuni, con molto garbo, avrebbero concluso con le stesse parole: non posso far nulla per voi. Altri avrebbero cercato di rispondere entrando maggiormente nel merito della richiesta di queste persone abitate dal desiderio di situare il loro amore e il loro progetto di vita sotto lo sguardo del loro Dio o almeno sotto lo sguardo della loro famiglia e dei loro amici cristiani. Molti pastori riterranno loro compito vedere queste persone con lo sguardo di Cristo.

19 settembre 2012

FARE VERITA' PER ESSERE LIBERI!

AUTORITÀ E LIBERTÀ




Mc 9,30 37: Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti.
La stessa discussione che gli apostoli facevano tra loro chi fosse il più grande, continua ancora oggi tra noi, nella chiesa. C’erano persino norme che stabilivano la precedenza tra i vari membri della chiesa, e chi doveva essere più onorato.
Tutto questo succedeva mentre Gesù cercava di istruire i suoi discepoli riguardo alla sua passione e alla sua morte in croce. Anche oggi le nostre discussioni avvengono mentre attorno a noi si muore, e continua la passione di Gesù in tanti uomini.
Come fece il Signore, anche noi possiamo approfittare di questo brano evangelico per conoscere il pensiero di Dio riguardo all’obbedienza e all’autorità, riguardo ai primi posti e agli ultimi, riguardo alla libertà da lasciare o da pretendere.