http://video.repubblica.it/cronaca/radio-maria-chiede-soldi-ad-anziani-il-direttore-sono-estraneo/131002/129507?ref=NRCT-60545254-2
Un «piccolo lascito», anzi, un «atto d'amore» per Radio Maria. Cioè:
fare testamento in favore dell'emittente. Così si legge nella lettera
inviata e firmata ai suoi ascoltatori dal direttore, padre Livio
Fanzaga. Il caso, anticipato dal quotidiano Repubblica, è stato
sollevato dal figlio di una dei destinatari. L'uomo aveva trovato la
madre, 92 enne, intenta a compilare un documento a tutti gli effetti,
olografato, da compilare in sette passaggi.
Più che passaggi, una
vera e propria guida alla donazione. A misura dell'età media degli
ascoltatori, notoriamente alta. «Condividi l'idea che Radio Maria ti
informi su lasciti e testamenti? Sai che ai tuoi cari resterà comunque
una quota? Sai che per fare un testamento olografo basta un foglio
bianco e una firma di proprio pugno? Quali motivi ti trattengono ancora
dal devolvere parte della tua eredità a Radio Maria? Pensi che costi o
non hai un notaio? Possiamo inviarti un opuscolo che possa spiegarti
come fare? Vuoi che una persona di Radio Maria ti contatti direttamente?
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-07/radiomaria-chiede-ascoltatori-fate-102439.shtml?uuid=AbbdAw2H
Il Blog "IN SEMPLICITA'" è uno spazio dove inserire: info su attività, riflessioni sulle attività, articoli, stralci di libri, esegesi bibliche, riflessioni personali, per creare un dialogo e scambiare opinioni, pareri, per una crescita spirituale e umana. Uno spazio dove le persone condividono vita. Verranno eliminati gli interventi che potrebbero ferire o offendere, con linguaggio o idee, le persone.
08 giugno 2013
25 maggio 2013
CIAO DON ANDREA
"Caro don Andrea, per tutta la vita sei stato sempre un gran rompiscatole, sempre sopra le righe, hai disturbato tutti, sei stato l'avvocato delle cause perse, sempre dalla parte degli sfigati, dei perdenti. Per trovarti bastava cercare tra i rifiuti della società, e tu lì eri sempre presente. Ti prego, la pace divina non fa per te, continua a rompere le scatole, specialmente a quelli che con ancora il tuo cadavere caldo hanno già cominciato a imbalsamarti profumandoti d'incenso, tentando di trasformarti in un santino in più da aggiungere alle pie cianfrusaglie religiose. Amen"
Alberto M.
17 maggio 2013
Non è un pensiero di Dio che si aggiunge al nostro pensiero......
Cerchiamo
di capire quale esperienza sta alla base di quanto stanno vivendo gli
apostoli in riferimento allo Spirito.
Era
l'esperienza della novità di vita che stavano facendo, del nuovo
modo di vivere i rapporti fra di loro, del nuovo modo di perdonarsi
reciprocamente. Prima non avevano mai vissuto così. Le prime
esperienze in questo senso devono essere state per loro
straordinarie. La prima espressione che Giovanni riporta, proprio nel
giorno della Pasqua, da parte di Gesù Risorto, è appunto: «Ricevete
lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati saranno rimessi».
Richiama l'esperienza della pace interiore, del superamento del male,
dell'armonia. E poi il nuovo tipo di rapporti: «Amatevi come io ho
amato voi. Come il Padre ha amato me e io rimango nel Suo amore, così
io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Amatevi gli uni gli altri».
Quando Giovanni esprimeva questo insegnamento di Gesù, si richiamava
all'esperienza che stavano facendo.
Questo
richiamo serve a capire che la comprensione del Vangelo è legata al
nostro cammino spirituale. Interpretiamo le espressioni in modo
diverso nella giovinezza, nella maturità, quando giungiamo a vivere
intensamente il Vangelo. Allora le formule acquistano significati
nuovi perché risuonano diversamente nel lettore.
Chiediamoci
ora: che cosa vuol dire "presenza", "Dio presente in
noi"?
10 aprile 2013
IN QUESTI GIORNI.... PERCHE' LA CROCE!?!?
Secondo la teologia cristiana, nella
croce di Gesù Cristo coincidono, come in nessun altro luogo né
momento, il tema del peccato e il tema della sofferenza.
La teologia della croce ha però fuso
e confuso due cose: l'evento storico della morte di Gesù
e l'interpretazione religiosa di quell'evento storico.
Quando diciamo che Cristo ci ha salvato
mediante la sua morte in croce, in realtà che cosa stiamo dicendo?
18 febbraio 2013
GUARDANO MA NON VEDONO
Nel vocabolario ecclesiastico sono altre le parole più usate, quelle con
le quali abbiamo maggiore dimestichezza: la parola "verità" per
esempio, la parola "bontà". Di verità e bontà sono piene le omelie dei
preti e i documenti ecclesiastici. Una cittadinanza minore tocca invece
alla parola "bellezza".
15 febbraio 2013
DIO VIDE CHE ERA COSA BUONA....
1,4Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre.
Lo schema narrativo di ogni giorno oltre
a vedere Dio in azione, contempla sul quello che è stato creato o
separato il giudizio di Dio che è introdotto dalla formula: «E Dio
vide…». Il vedere di Dio è già di per sé un giudizio e una lode. Quello
che è visto da Dio è espresso dal lemma ebraico ṭôv.
Tutto ciò che esiste è ṭôv. Tre diverse
sfumature di significato rendono il vocabolo difficile da tradurre in
italiano, in più, questi aspetti sono difficili per noi da tenere
insieme.
02 febbraio 2013
DIO, UN UOMO DEBOLE
Presentazione del Signore
L'adempimento delle profezie
14 gennaio 2013
L'UOMO/DONNA SPIRITUALE
UMANITA' E SPIRITUALITA'
di Mario De Maio
Ricordo sempre una frase che mi disse uno psicoanalista arrivando in piazza san Pietro: “Puissance de la maladie” (“potenza della malattia”). Mi sono domandato spesso che cosa intendesse dire, e in quanto sacerdote mi sono sentito interpellato personalmente dalle sue parole: perché un uomo esperto in ‘umanità’, come dovrebbe essere uno psicoanalista, rivolge una critica così tagliente verso il principale simbolo del cattolicesimo? Che cosa aveva colto, con il suo sguardo di conoscitore delle dinamiche inconsapevoli che abitano la mente umana? La religione è stata per secoli il luogo dove l’uomo ha cercato la risposta alle do-mande fondamentali del vivere e un aiuto a superare le angosce più profonde dell’esistenza. Non a caso oggi si dice che per secoli il prete è stato lo psicoanalista della gente e dei poveri.
di Mario De Maio
Ricordo sempre una frase che mi disse uno psicoanalista arrivando in piazza san Pietro: “Puissance de la maladie” (“potenza della malattia”). Mi sono domandato spesso che cosa intendesse dire, e in quanto sacerdote mi sono sentito interpellato personalmente dalle sue parole: perché un uomo esperto in ‘umanità’, come dovrebbe essere uno psicoanalista, rivolge una critica così tagliente verso il principale simbolo del cattolicesimo? Che cosa aveva colto, con il suo sguardo di conoscitore delle dinamiche inconsapevoli che abitano la mente umana? La religione è stata per secoli il luogo dove l’uomo ha cercato la risposta alle do-mande fondamentali del vivere e un aiuto a superare le angosce più profonde dell’esistenza. Non a caso oggi si dice che per secoli il prete è stato lo psicoanalista della gente e dei poveri.
11 gennaio 2013
SEMPLICEMENTE VIVERE
di Mario De Maio
SEMPLICEMENTE VIVERE
non sappiamo cosa siamo, ma vogliamo essere altro
Introduco il nostro tema con un breve racconto. Che cosa cerchi mullah? La mia chiave, l’ho persa. Allora il vicino si inginocchiò e i due si misero a cerca re la chiave che però non si trovava. Dopo un po’ il vicino disse: ma dove l’hai persa questa chiave? A casa. Ma allora perché la cerchi qui? Perché qui c’è più luce. A che cosa serve cercare Dio nei luoghi santi se è nel cuore che l’abbiamo perso?
09 novembre 2012
LA TENEREZZA RESPONSABILE
Parliamo di tenerezza responsabile mentre un autore contemporaneo, Musil, dice che la
responsabilità è soltanto una evanescenza nell’uomo di oggi, che è uomo senza qualità, parliamo di tenerezza in un mondo che, ad essere appena prudenti e saggi, ha bisogno di sicurezza, richiede armi di difesa e non certo tenerezza.
C’è una frase del vangelo di Giovanni che mi ha affascinato, sedotto e perfino rovinato: e la vita
era la luce degli uomini. Mi ha fatto capire dove dovevo cercare il senso di Dio, mi ha fatto vedere quante cose nella chiesa, nel mondo e nella società non sono dirette alla vita ma vanno in senso opposto.
responsabilità è soltanto una evanescenza nell’uomo di oggi, che è uomo senza qualità, parliamo di tenerezza in un mondo che, ad essere appena prudenti e saggi, ha bisogno di sicurezza, richiede armi di difesa e non certo tenerezza.
C’è una frase del vangelo di Giovanni che mi ha affascinato, sedotto e perfino rovinato: e la vita
era la luce degli uomini. Mi ha fatto capire dove dovevo cercare il senso di Dio, mi ha fatto vedere quante cose nella chiesa, nel mondo e nella società non sono dirette alla vita ma vanno in senso opposto.
24 ottobre 2012
18 ottobre 2012
I DESIDERI CHE CI ABITANO.
“...Cosa volete che
io faccia per voi?...Concedici di sedere nella tua gloria uno alla
tua destra e uno alla tua sinistra...”
Cos'è il desiderio?
(prospettiva psicologica). Per desiderio intendiamo una disponibilità
a concentrare-canalizzare tutte le nostre energie verso un oggetto
stimato importante in sé e centrale per noi.. è un aspirare con
tutte le forze verso qualcosa che è importante per se stesso e che
l'individuo scopre e vuole al centro della propria vita e del proprio
futuro.
Si pone nella prospettiva
della ricerca del senso della vita e va oltre la persona: è apertura
alla trascendenza. E' una percezione intuitiva super-razionale; un
"fiutare", che ciò verso cui mi oriento è la perla
preziosa ; un "intuire" che quella è la strada, anche se
non so bene il perché. Una specie di innamoramento, espressione di
gratuità e di gioia. A questo punto si mette in moto la volontà:
essa è un dire di sì a canalizzare le energie per la meta intuita".
Non è la volontà ma il
desiderio a suggerire l'azione". Ci accorgiamo che è ben
diverso agire solo con la forza della volontà e senza desiderio, che
agire seguendo il desiderio e attivando la volontà in modo conforme.
Si può anche volere forzatamente una cosa, ma quando manca il
desiderio la perseveranza vacilla. La volontà viene a ridursi in
sfida o testardaggine.
13 ottobre 2012
SULLA TENEREZZA
La divina tenerezza è pace, profonda pace, pace misericordiosa, sollievo.
È un mano dolce e materna, che conosce, conforta, ripara senza trauma, rimette al posto giusto.
È uno sguardo simile a quello della madre sul figlio che nasce.
È orecchio attento e discreto, che nulla spaventa, non giudica, sceglie sempre il buon sentiero umano, dove si può vivere perfino l’invivibile.
Essa è salda come la buona terra su cui tutto riposa.
La divina tenerezza tutto salva, vuole salvare tutto.
E non dispera mai di nessuno.
Crede che vi sia sempre una strada.
Senza sosta continua infaticabile a partorire, curare, nutrire, rallegrare e confortare.
10 ottobre 2012
UN CAMMINO DI FEDE.... CIAO DON!!
Ciao don! Ti ricordi di me, vero? Per
favore: non farmi la solita ramanzina. So già quello che mi vuoi
rinfacciare e te lo anticipo: è dal giorno della cresima che non mi
vedi in Chiesa (non che prima ci venissi tanto, però almeno mi
facevo vivo una volta al mese), al gruppo non ci sono mai venuto (con
l'aggravante di non aver neppure oggi l'intenzione), faccio casino
col motorino sul piazzale mentre tu dici messa con le tue vecchiette,
mi piace bere qualche birretta e fumarmi anche qualche cicca. Però
non ho ancora preso una brutta strada, quella “brutta strada” di
cui tu ci parlavi mentre ci preparavi alla Prima Confessione. A meno
che per te “brutta strada” non sia innamorarsi di una ragazza,
andare in vacanza con lei e, son sincero, ogni tanto pure farci
l'amore: sai che su queste cose io e te siamo sempre stati in
conflitto. Mi sembra una buona panoramica.
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