"Ma se invece il peccato fosse, come dice una delle sue etimologie ebraiche più frequenti, prima di tutto un "mancare il bersaglio", uno smarrire la strada, una deviazione di percorso?
Il Blog "IN SEMPLICITA'" è uno spazio dove inserire: info su attività, riflessioni sulle attività, articoli, stralci di libri, esegesi bibliche, riflessioni personali, per creare un dialogo e scambiare opinioni, pareri, per una crescita spirituale e umana. Uno spazio dove le persone condividono vita. Verranno eliminati gli interventi che potrebbero ferire o offendere, con linguaggio o idee, le persone.
24 luglio 2012
21 luglio 2012
OSPITARE
| CHI OSPITA L'ALTRO FA UN DONO ANCHE A SE |
La Stampa, 25 maggio 2012 “Non dimenticate l’ospitalità: alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo”. Questa esortazione della Lettera agli Ebrei ci ricorda che l’accoglienza autentica crea un dialogo fecondo di cambiamenti e di arricchimenti per l’ospite come per l’ospitante: dal dialogo non si esce come vi si era entrati, e la sfida del dialogo richiede la disponibilità a intraprendere questo cammino. Nel dialogo emergono visioni inedite dell’altro, si fa strada la fine del pregiudizio, la scoperta di ciò che si ha in comune e anche di ciò che manca a ognuno degli interlocutori. Lì avviene la contaminazione lo spostamento dei confini: quell’altro che io situavo in una dimensione remota, si rivela molto più vicino e simile a me di quanto pensassi. Il confine resta, ma non è più luogo di conflitti o di malintesi, bensì di pacificazione e di incontro. L’ospitalità, che ha richiesto che si varcasse la soglia di una casa, ora si approfondisce e diviene incontro tra umani. |
14 giugno 2012
L'UOMO E IL SUO "DESTINO"
Il futuro dell’uomo non è solo nella scienza
Non guardo con sfavore al progresso scientifico, dei cui benefici godo come essere umano e le cui acquisizioni teoretiche cerco di introdurre nella mia modalità di vedere il mondo (filosofia e teologia) e di coltivare la dimensione contemplativa della vita (spiritualità). Però diffido della scienza e della tecnologia quando manifestano un complesso di superiorità culminante in una sorta di gelosa autarchia che si può riassumere così: gli scienziati hanno il potere di intervenire sulla natura umana, l’umanità si deve fidare perché grazie a loro la vita sarà migliore.
Ho fatto questa riflessione leggendo l’articolo di Umberto Veronesi che parlava del futuro che ci aspetta. Egli riconosce che di fronte agli scenari aperti dalla scienza e dalla tecnologia “oggi siamo per lo più spiazzati eticamente e giuridicamente”, ma fa capire che ormai non è più possibile tornare indietro, e afferma: “L’incertezza è soltanto quando e come, e la sfida è fare in modo che sia realizzata a puro vantaggio dell’uomo”.
Non guardo con sfavore al progresso scientifico, dei cui benefici godo come essere umano e le cui acquisizioni teoretiche cerco di introdurre nella mia modalità di vedere il mondo (filosofia e teologia) e di coltivare la dimensione contemplativa della vita (spiritualità). Però diffido della scienza e della tecnologia quando manifestano un complesso di superiorità culminante in una sorta di gelosa autarchia che si può riassumere così: gli scienziati hanno il potere di intervenire sulla natura umana, l’umanità si deve fidare perché grazie a loro la vita sarà migliore.
Ho fatto questa riflessione leggendo l’articolo di Umberto Veronesi che parlava del futuro che ci aspetta. Egli riconosce che di fronte agli scenari aperti dalla scienza e dalla tecnologia “oggi siamo per lo più spiazzati eticamente e giuridicamente”, ma fa capire che ormai non è più possibile tornare indietro, e afferma: “L’incertezza è soltanto quando e come, e la sfida è fare in modo che sia realizzata a puro vantaggio dell’uomo”.
24 maggio 2012
03 maggio 2012
LA VITE E I TRALCI
Il Testo: GIOVANNI 15,
1-8
[1]Io
sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo.
[2]Ogni
tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che
porta frutto, lo pota perché porti più frutto.
[3]Voi
siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato.
[4]Rimanete
in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso
se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
[5]Io
sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto
frutto, perché senza di me non potete far nulla.
[6]Chi
non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi
lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
[7]Se
rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che
volete e vi sarà dato.
[8]In
questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e
diventiate miei discepoli.
Commento
La
"Vite e i tralci", più che una parabola o un'allegoria,
anche se non ne mancano degli aspetti, potrebbe definirsi, con un
termine ebraico, come un "mashal", cioè una sorta di
riflessione sapienziale che parte dall'esperienza di vita. Questo si
trova nel "Libro della Gloria" e fa parte dei grandi
discorsi di addio che Gesù lascia ai suoi discepoli quale suo
testamento spirituale.
29 marzo 2012
LA NATURA DELL'UOMO
La parabola della zizzania (Mt 13,24-30)
Un altro passo che ci indirizza nella retta comprensione è questo. La zizzania simboleggia tutto quello che ci devia dalla retta via, quanto ci impedisce di portare frutto a piene mani. Un campo senza di essa può abbondare di raccolto buono. Il grano è invece il simbolo del bene e di quanto di buono è possibile fare. La tentazione alla quale molto spesso anche nella predicazione abbiamo ceduto, consiste nel fatto di credere che la zizzania e il grano siano realtà ben distinte e separate. Dalla parte della zizzania siamo portati a metterci i peccatori, i mal pensanti, i comunisti, i liberali ecc.
12 marzo 2012
PRENDI UNA DONNA....
UNA
DONNA È "POCA COSA"?
Scrivo
a te, Vittoria, e, dietro il tuo volto, tanti altri volti di donna
che conosco e stimo.
Ti scrivo a proposito di una frase che ha
fatto il giro dei giornali in questi giorni. E poi si è spenta, come
tante altre frasi: la caducità delle parole!
Se ne vanno le
parole, ma non sempre se ne vanno le ferite che lasciano nel cuore.
Soprattutto in cuori attenti e sensibili come il tuo.
La frase è
del card. Giacomo Biffi, che, in un convegno sul tema "La
verginità per il Regno", avrebbe detto: "In fondo chi si
sposa rinuncia a due miliardi e mezzo di donne meno una. Io invece a
due miliardi e mezzo di donne. La differenza è pochissima".
Sei
rimasta ferita. E io con te. Ti dirò che non sono d'accordo con il
Cardinale.
Certo il tono era di chi sta scherzando. Ma l'argomento
è delicato. E, quando il tema è delicato, l'umorismo intelligente è
arte rara. Anzi rarissima. Di pochi.
ANZIANI E GIOVANI E GIOVANI E ANZIANI
Lettera di una quindicenne a due anziane: non sono razzista come voi, non insultatemi.Mi chiamo Emma, ho 15 anni e vivo a Padova, dove frequento il liceo classico. Scrivo di getto questa lettera dopo aver dovuto assistere ad un orribile episodio a pochi metri da casa mia. Stavo andando a comprare dei biglietti dell'autobus e, entrando in tabaccheria, ho colto un frammento di una conversazione tra due signore, in cui una offendeva profondamente gli stranieri, dicendo che «li avrebbe voluti gettare nella spazzatura e che era diventata razzista e cattiva..».
30 gennaio 2012
Afghanistan: partorisce ancora una femmina, uccisa!
Famiglia voleva un maschio. Suocera arrestata, marito latitante
Uccisa dal marito per aver partorito la terza femmina invece del tanto desiderato maschio.
14 gennaio 2012
"TROVA IL TEMPO"
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell’anima.
Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell’eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti.
Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
E’ la fonte della saggezza
E’ la strada della felicità
E’ il prezzo del successo.
Trova il tempo di fare la carità
E’ la chiave del Paradiso.
(Iscrizione trovata sul muro della Casa dei Bambini di Calcutta)
29 dicembre 2011
UN "VECCHIO" TRA NOI!!!!!
Pensionata sorpresa a rubare, i Carabinieri prima la denunciano poi la invitano a pranzo
MILANO - Prima l'hanno denunciata e poi l'hanno portata a cena. I militari di Torgiano (Perugia) sono intervenuti in un supermercato dove i titolari avevano pizzicato una donna a rubare carne per un valore di 20 euro.
26 dicembre 2011
UN BAMBINO TRA NOI!!!!!
MONZA - Un orsacchiotto con la divisa e un berretto dei carabinieri. E' solo uno dei regali che stamane una delegazione di militari della compagnia di Vimercate ha portato al neonato accompagnato dieci giorni fa in ospedale da una passante che ha raccontato di averlo ricevuto da una donna per strada.
La giovane le avrebbe detto: ''Per favore tienilo tu perche' io non posso tenerlo''. Al piccolo, che si trova ancora in ospedale, stamane un gruppo di carabinieri ha portato dei regali di Natale, tra cui un orsacchiotto con divisa e berretto dell'arma con l'augurio che lo possa proteggere. Gli stessi militari stanno continuando gli accertamenti sul caso.
18 dicembre 2011
VATTENE!!!!!
Muccino: la vera
ribellione è quella della Bibbia.
Allontanarsi dai padri non
fisicamente ma nell’animo
SILVIO
MUCCINO
La gente ama
ripetere sempre le stesse cose, e ultimamente la più gettonata delle
frasi è questa: «Tu che puoi vattene dall’Italia». Il mondo
degli under 30 si divide ormai in due categorie: quelli che partono e
quelli che restano. Da una parte i bamboccioni e dall’altra la fuga
di cervelli all’estero. Da un lato quelli che restano a casa fino a
quarant’anni, dall’altro quelli che si sentono costretti a
lasciare il paese per poter immaginare una vita. E il consiglio più
frequente che viene dato a entrambe le categorie è sempre lo stesso:
«Vattene. Vattene perché qui non c’è prospettiva, non c’è
futuro, non è un paese per giovani. Vattene», dicono tutti. E forse
hanno ragione.
08 dicembre 2011
BOTTA E RIBOTTA (il confronto)
La Chiesa non fa sacrifici
di Marco Politi
in “il Fatto Quotidiano” del 7 dicembre 2011
DI SEGUITO:
La vergogna dell'ici
di Marco Tarquinio
in "L’altro editoriale" da “Avvenire”
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