Il Blog "IN SEMPLICITA'" è uno spazio dove inserire: info su attività, riflessioni sulle attività, articoli, stralci di libri, esegesi bibliche, riflessioni personali, per creare un dialogo e scambiare opinioni, pareri, per una crescita spirituale e umana. Uno spazio dove le persone condividono vita. Verranno eliminati gli interventi che potrebbero ferire o offendere, con linguaggio o idee, le persone.
08 luglio 2013
Papa a tonache, siate fecondi non zitelli
"Per favore, non siate zitelle e zitelli". E' l'invito del Papa a seminaristi, novizi e novizie. "Il voto di castità e di celibato è una strada che matura verso la paternità e la maternità pastorale - ha detto -.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/07/06/Papa-tonache-siate-fecondi-zitelli_8986590.html
POSSA IL FUOCO
Questa preghiera è tratta dal libro "Il cielo, la terra e quel che sta nel mezzo", di Marlo Morgan. Provate a pensare, mentre leggete la parola "fuoco", alla parola "Spirito" e vi accorgerete che diventerà anche una bellissima preghiera cristiana.
Possa il fuoco
Possa il fuoco ravvivare i nostri
pensieri
rendendoli sinceri, buoni e giusti
e impedendo che siano altrimenti.
Possa il fuoco ravvivare i nostri
occhi
aprendoli a tutto ciò che è buono
nella vita.
Ci protegga il fuoco
da ciò che non è nostro di diritto.
Possa essere sempre il fuoco
sulle nostre labbra aiutandoci a dire
la verità
con gentilezza al servizio e in aiuto
agli altri.
Possa il fuoco ravvivare il nostro
orecchio
affinchè noi si possa udire e
profondamente ascoltare
affinché noi si possa udire
il fluire dell'acqua di tutto il
creato
e del Sogno al riparo dal
pettegolezzo
e dalle malelingue
che recano danno alla nostra famiglia
e la sconvolgono.
Sia il fuoco nel nostro braccio
e nella nostra mano
perché sappiano servire e costruire
amore.
E sia il fuoco in tutto il nostro
essere
nelle nostre gambe e nei piedi
affinché noi possiamo camminare
sulla terra
con riverenza ed affetto
percorrendo sentieri di bontà e
saggezza
senza mai allontanarsi da ciò che è
verità.
Preghiera degli aborigeni australiani
27 giugno 2013
CUSTODIRE CONSOLARE RICORDARE
Se
mi amate, osserverete i miei comandamenti.
Il
greco per esprimere il termine "amare"
usa tre verbi: "erao"
per indicare l'amore passionale; "fileo"
per indicare un amore affettuoso, amichevole; "agapao"
per indicare un amore spirituale, il trasporto di una persona verso
un'altra, che ti porta a fonderti con essa.
Pertanto,
quando il Nuovo Testamento parla dell'amore di Dio per l'uomo o
dell'amore del Padre
verso
il Figlio, il verbo usato è "agapao".
Il verbo "agapao",
quindi, ha dei connotati divini.
Ebbene,
per dire "se
mi amate",
Giovanni usa proprio il verbo "agapao",
indicando, quindi, come
l'amore
che lega il credente a Gesù ha dimensioni divine. E' un amore che
non ha nulla a che
vedere
con il nostro sentimento o la nostra passionalità, ma indica la
totale apertura del credente a
Dio,
il suo aderire a Lui con la vita.
Ecco
che, allora, diventa logica conseguenza "l'osservare
i comandamenti".
Il verbo greco per dire
"osservare"
è "tereo"
che significa "aver
cura, custodire, praticare".
Non si tratta, quindi, di eseguire forzatamente dei comandi, ma di
abbracciare una logica divina che già si è accolta e fatta propria
nella vita in virtù dell'amore che ci lega esistenzialmente a Dio.
E'
questo il tipo di rapporto che lega il credente a Gesù.
13 giugno 2013
COMPASSIONE
com-pas-sió-ne
dal latino: [cum] insieme [patior] soffro.
Ed è la testa di ponte per una comunione autentica non solo di sofferenza, ma anche -e soprattutto- di gioia vitale, e di entusiasmo.
Sentimento di sofferta partecipazione
al male altrui.
Sentimento di disapprovazione morale
nei confronti di comportamenti negativi.
La parola compassione in italiano non
ha lo stesso significato che ha in latino, ma acquista invece il
significato di pietà. Compassione è invece per le religioni
orientali tra cui quella buddista, che la traduce con il termine di
jihi, l'amore universale per il genere umano. Provare compassione è
quindi come sentirsi illuminato. Una capacità dell'essere umano che
si è elevato dal mondo delle emotività ad un sentire più grande.
- Compassione e pietà sono assai differenti. Mentre la compassione riflette l'anelito del cuore a immedesimarsi e soffrire con l'altro, la pietà è una serie controllata di pensieri intesi ad assicurarci il distacco da chi soffre. (Paul C. Roud)
- La compassione cristiana non ha niente a che vedere col pietismo, con l'assistenzialismo. Piuttosto, è sinonimo di solidarietà e di condivisione, ed è animata dalla speranza. (Papa Benedetto XVI)
- La compassione è la più importante e forse l'unica legge di vita dell'umanità intera.(Fëdor Dostoevskij, L'idiota, 1869)
'Il mondo è in crisi morale e ha bisogno di compassione"
Dalai Lama non esclude successore donna
'Il mondo è in crisi morale e ha bisogno di compassione"
SYDNEY - Il dalai lama, capo spirituale in esilio dei tibetani, non ha escluso oggi che in teoria una donna possa succedergli, sottolineando che il mondo é "in crisi morale" e ha bisogno di "compassione": vale a dire di una qualità a suo giudizio prevalentemente femminile.
"Se le circostanze sono tali che un dalai lama donna sembri più utile, una donna dalai lama verrà", ha affermato il premio Nobel per la pace 1989 parlando con i giornalisti durante una visita in Australia. Il dalai lama è poi tornato a prendere le distanze dalle auto-immolazioni dei tibetani come forma di protesta estrema contro il dominio della Cina sul Tibet, lasciando intendere di considerarle un sacrificio inutile.
08 giugno 2013
LIVIO FANZAGA SAI CHI E' PEGGIO DEI TESTIMONI DI GEOVA? GLI AVVOLTOI!!
http://video.repubblica.it/cronaca/radio-maria-chiede-soldi-ad-anziani-il-direttore-sono-estraneo/131002/129507?ref=NRCT-60545254-2
Un «piccolo lascito», anzi, un «atto d'amore» per Radio Maria. Cioè: fare testamento in favore dell'emittente. Così si legge nella lettera inviata e firmata ai suoi ascoltatori dal direttore, padre Livio Fanzaga. Il caso, anticipato dal quotidiano Repubblica, è stato sollevato dal figlio di una dei destinatari. L'uomo aveva trovato la madre, 92 enne, intenta a compilare un documento a tutti gli effetti, olografato, da compilare in sette passaggi.
Più che passaggi, una vera e propria guida alla donazione. A misura dell'età media degli ascoltatori, notoriamente alta. «Condividi l'idea che Radio Maria ti informi su lasciti e testamenti? Sai che ai tuoi cari resterà comunque una quota? Sai che per fare un testamento olografo basta un foglio bianco e una firma di proprio pugno? Quali motivi ti trattengono ancora dal devolvere parte della tua eredità a Radio Maria? Pensi che costi o non hai un notaio? Possiamo inviarti un opuscolo che possa spiegarti come fare? Vuoi che una persona di Radio Maria ti contatti direttamente?
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-07/radiomaria-chiede-ascoltatori-fate-102439.shtml?uuid=AbbdAw2H
Un «piccolo lascito», anzi, un «atto d'amore» per Radio Maria. Cioè: fare testamento in favore dell'emittente. Così si legge nella lettera inviata e firmata ai suoi ascoltatori dal direttore, padre Livio Fanzaga. Il caso, anticipato dal quotidiano Repubblica, è stato sollevato dal figlio di una dei destinatari. L'uomo aveva trovato la madre, 92 enne, intenta a compilare un documento a tutti gli effetti, olografato, da compilare in sette passaggi.
Più che passaggi, una vera e propria guida alla donazione. A misura dell'età media degli ascoltatori, notoriamente alta. «Condividi l'idea che Radio Maria ti informi su lasciti e testamenti? Sai che ai tuoi cari resterà comunque una quota? Sai che per fare un testamento olografo basta un foglio bianco e una firma di proprio pugno? Quali motivi ti trattengono ancora dal devolvere parte della tua eredità a Radio Maria? Pensi che costi o non hai un notaio? Possiamo inviarti un opuscolo che possa spiegarti come fare? Vuoi che una persona di Radio Maria ti contatti direttamente?
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-07/radiomaria-chiede-ascoltatori-fate-102439.shtml?uuid=AbbdAw2H
25 maggio 2013
CIAO DON ANDREA
"Caro don Andrea, per tutta la vita sei stato sempre un gran rompiscatole, sempre sopra le righe, hai disturbato tutti, sei stato l'avvocato delle cause perse, sempre dalla parte degli sfigati, dei perdenti. Per trovarti bastava cercare tra i rifiuti della società, e tu lì eri sempre presente. Ti prego, la pace divina non fa per te, continua a rompere le scatole, specialmente a quelli che con ancora il tuo cadavere caldo hanno già cominciato a imbalsamarti profumandoti d'incenso, tentando di trasformarti in un santino in più da aggiungere alle pie cianfrusaglie religiose. Amen"
Alberto M.
17 maggio 2013
Non è un pensiero di Dio che si aggiunge al nostro pensiero......
Cerchiamo
di capire quale esperienza sta alla base di quanto stanno vivendo gli
apostoli in riferimento allo Spirito.
Era
l'esperienza della novità di vita che stavano facendo, del nuovo
modo di vivere i rapporti fra di loro, del nuovo modo di perdonarsi
reciprocamente. Prima non avevano mai vissuto così. Le prime
esperienze in questo senso devono essere state per loro
straordinarie. La prima espressione che Giovanni riporta, proprio nel
giorno della Pasqua, da parte di Gesù Risorto, è appunto: «Ricevete
lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati saranno rimessi».
Richiama l'esperienza della pace interiore, del superamento del male,
dell'armonia. E poi il nuovo tipo di rapporti: «Amatevi come io ho
amato voi. Come il Padre ha amato me e io rimango nel Suo amore, così
io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Amatevi gli uni gli altri».
Quando Giovanni esprimeva questo insegnamento di Gesù, si richiamava
all'esperienza che stavano facendo.
Questo
richiamo serve a capire che la comprensione del Vangelo è legata al
nostro cammino spirituale. Interpretiamo le espressioni in modo
diverso nella giovinezza, nella maturità, quando giungiamo a vivere
intensamente il Vangelo. Allora le formule acquistano significati
nuovi perché risuonano diversamente nel lettore.
Chiediamoci
ora: che cosa vuol dire "presenza", "Dio presente in
noi"?
10 aprile 2013
IN QUESTI GIORNI.... PERCHE' LA CROCE!?!?
Secondo la teologia cristiana, nella
croce di Gesù Cristo coincidono, come in nessun altro luogo né
momento, il tema del peccato e il tema della sofferenza.
La teologia della croce ha però fuso
e confuso due cose: l'evento storico della morte di Gesù
e l'interpretazione religiosa di quell'evento storico.
Quando diciamo che Cristo ci ha salvato
mediante la sua morte in croce, in realtà che cosa stiamo dicendo?
18 febbraio 2013
GUARDANO MA NON VEDONO
Nel vocabolario ecclesiastico sono altre le parole più usate, quelle con
le quali abbiamo maggiore dimestichezza: la parola "verità" per
esempio, la parola "bontà". Di verità e bontà sono piene le omelie dei
preti e i documenti ecclesiastici. Una cittadinanza minore tocca invece
alla parola "bellezza".
15 febbraio 2013
DIO VIDE CHE ERA COSA BUONA....
1,4Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre.
Lo schema narrativo di ogni giorno oltre
a vedere Dio in azione, contempla sul quello che è stato creato o
separato il giudizio di Dio che è introdotto dalla formula: «E Dio
vide…». Il vedere di Dio è già di per sé un giudizio e una lode. Quello
che è visto da Dio è espresso dal lemma ebraico ṭôv.
Tutto ciò che esiste è ṭôv. Tre diverse
sfumature di significato rendono il vocabolo difficile da tradurre in
italiano, in più, questi aspetti sono difficili per noi da tenere
insieme.
02 febbraio 2013
DIO, UN UOMO DEBOLE
Presentazione del Signore
L'adempimento delle profezie
14 gennaio 2013
L'UOMO/DONNA SPIRITUALE
UMANITA' E SPIRITUALITA'
di Mario De Maio
Ricordo sempre una frase che mi disse uno psicoanalista arrivando in piazza san Pietro: “Puissance de la maladie” (“potenza della malattia”). Mi sono domandato spesso che cosa intendesse dire, e in quanto sacerdote mi sono sentito interpellato personalmente dalle sue parole: perché un uomo esperto in ‘umanità’, come dovrebbe essere uno psicoanalista, rivolge una critica così tagliente verso il principale simbolo del cattolicesimo? Che cosa aveva colto, con il suo sguardo di conoscitore delle dinamiche inconsapevoli che abitano la mente umana? La religione è stata per secoli il luogo dove l’uomo ha cercato la risposta alle do-mande fondamentali del vivere e un aiuto a superare le angosce più profonde dell’esistenza. Non a caso oggi si dice che per secoli il prete è stato lo psicoanalista della gente e dei poveri.
di Mario De Maio
Ricordo sempre una frase che mi disse uno psicoanalista arrivando in piazza san Pietro: “Puissance de la maladie” (“potenza della malattia”). Mi sono domandato spesso che cosa intendesse dire, e in quanto sacerdote mi sono sentito interpellato personalmente dalle sue parole: perché un uomo esperto in ‘umanità’, come dovrebbe essere uno psicoanalista, rivolge una critica così tagliente verso il principale simbolo del cattolicesimo? Che cosa aveva colto, con il suo sguardo di conoscitore delle dinamiche inconsapevoli che abitano la mente umana? La religione è stata per secoli il luogo dove l’uomo ha cercato la risposta alle do-mande fondamentali del vivere e un aiuto a superare le angosce più profonde dell’esistenza. Non a caso oggi si dice che per secoli il prete è stato lo psicoanalista della gente e dei poveri.
11 gennaio 2013
SEMPLICEMENTE VIVERE
di Mario De Maio
SEMPLICEMENTE VIVERE
non sappiamo cosa siamo, ma vogliamo essere altro
Introduco il nostro tema con un breve racconto. Che cosa cerchi mullah? La mia chiave, l’ho persa. Allora il vicino si inginocchiò e i due si misero a cerca re la chiave che però non si trovava. Dopo un po’ il vicino disse: ma dove l’hai persa questa chiave? A casa. Ma allora perché la cerchi qui? Perché qui c’è più luce. A che cosa serve cercare Dio nei luoghi santi se è nel cuore che l’abbiamo perso?
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