08 luglio 2013

POSSA IL FUOCO











Questa preghiera è tratta dal libro "Il cielo, la terra e quel che sta nel mezzo", di Marlo Morgan. Provate a pensare, mentre leggete la parola "fuoco", alla parola "Spirito" e vi accorgerete che diventerà anche una bellissima preghiera cristiana.


  Possa il fuoco


Possa il fuoco ravvivare i nostri pensieri

rendendoli sinceri, buoni e giusti

e impedendo che siano altrimenti.

Possa il fuoco ravvivare i nostri occhi

aprendoli a tutto ciò che è buono nella vita.

Ci protegga il fuoco

da ciò che non è nostro di diritto.

Possa essere sempre il fuoco

sulle nostre labbra aiutandoci a dire la verità

con gentilezza al servizio e in aiuto agli altri.

Possa il fuoco ravvivare il nostro orecchio

affinchè noi si possa udire e profondamente ascoltare

affinché noi si possa udire

il fluire dell'acqua di tutto il creato

e del Sogno al riparo dal pettegolezzo

e dalle malelingue

che recano danno alla nostra famiglia e la sconvolgono.

Sia il fuoco nel nostro braccio

e nella nostra mano

perché sappiano servire e costruire amore.

E sia il fuoco in tutto il nostro essere

nelle nostre gambe e nei piedi

affinché noi possiamo camminare sulla terra

con riverenza ed affetto

percorrendo sentieri di bontà e saggezza

senza mai allontanarsi da ciò che è verità.



Preghiera degli aborigeni australiani

27 giugno 2013

CUSTODIRE CONSOLARE RICORDARE


Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.
Il greco per esprimere il termine "amare" usa tre verbi: "erao" per indicare l'amore passionale; "fileo" per indicare un amore affettuoso, amichevole; "agapao" per indicare un amore spirituale, il trasporto di una persona verso un'altra, che ti porta a fonderti con essa.
Pertanto, quando il Nuovo Testamento parla dell'amore di Dio per l'uomo o dell'amore del Padre
verso il Figlio, il verbo usato è "agapao". Il verbo "agapao", quindi, ha dei connotati divini.
Ebbene, per dire "se mi amate", Giovanni usa proprio il verbo "agapao", indicando, quindi, come
l'amore che lega il credente a Gesù ha dimensioni divine. E' un amore che non ha nulla a che
vedere con il nostro sentimento o la nostra passionalità, ma indica la totale apertura del credente a
Dio, il suo aderire a Lui con la vita.
Ecco che, allora, diventa logica conseguenza "l'osservare i comandamenti". Il verbo greco per dire
"osservare" è "tereo" che significa "aver cura, custodire, praticare". Non si tratta, quindi, di eseguire forzatamente dei comandi, ma di abbracciare una logica divina che già si è accolta e fatta propria nella vita in virtù dell'amore che ci lega esistenzialmente a Dio.
E' questo il tipo di rapporto che lega il credente a Gesù.

13 giugno 2013

COMPASSIONE

com-pas-sió-ne

dal latino: [cum] insieme [patior] soffro.

Nei secoli, la parola compassione prende forma sul concetto di pietà - una pietà che è quasi disprezzo. Eppure la sua radice, il significato originale dei suoi componenti è tanto più nobile, di respiro tanto più ampio. La compassione è la partecipazione alla sofferenza dell'altro. Non un sentimento di pena che va dall'alto in basso. Si parla di una comunione intima e difficilissima con un dolore che non nasce come proprio, ma che se percorsa porta ad un'unità ben più profonda e pura di ogni altro sentimento che leghi gli umani. E' la manifestazione di un tipo di amore incondizionato che strutturalmente non può chiedere niente in cambio.
Ed è la testa di ponte per una comunione autentica non solo di sofferenza, ma anche -e soprattutto- di gioia vitale, e di entusiasmo.


Sentimento di sofferta partecipazione al male altrui.

Sentimento di disapprovazione morale nei confronti di comportamenti negativi.

La parola compassione in italiano non ha lo stesso significato che ha in latino, ma acquista invece il significato di pietà. Compassione è invece per le religioni orientali tra cui quella buddista, che la traduce con il termine di jihi, l'amore universale per il genere umano. Provare compassione è quindi come sentirsi illuminato. Una capacità dell'essere umano che si è elevato dal mondo delle emotività ad un sentire più grande.
 
  • Compassione e pietà sono assai differenti. Mentre la compassione riflette l'anelito del cuore a immedesimarsi e soffrire con l'altro, la pietà è una serie controllata di pensieri intesi ad assicurarci il distacco da chi soffre. (Paul C. Roud)
  • La compassione cristiana non ha niente a che vedere col pietismo, con l'assistenzialismo. Piuttosto, è sinonimo di solidarietà e di condivisione, ed è animata dalla speranza. (Papa Benedetto XVI)
  • La compassione è la più importante e forse l'unica legge di vita dell'umanità intera.
    (Fëdor Dostoevskij, L'idiota, 1869)

'Il mondo è in crisi morale e ha bisogno di compassione"


Dalai Lama non esclude successore donna


'Il mondo è in crisi morale e ha bisogno di compassione"


 SYDNEY - Il dalai lama, capo spirituale in esilio dei tibetani, non ha escluso oggi che in teoria una donna possa succedergli, sottolineando che il mondo é "in crisi morale" e ha bisogno di "compassione": vale a dire di una qualità a suo giudizio prevalentemente femminile.
"Se le circostanze sono tali che un dalai lama donna sembri più utile, una donna dalai lama verrà", ha affermato il premio Nobel per la pace 1989 parlando con i giornalisti durante una visita in Australia. Il dalai lama è poi tornato a prendere le distanze dalle auto-immolazioni dei tibetani come forma di protesta estrema contro il dominio della Cina sul Tibet, lasciando intendere di considerarle un sacrificio inutile.

08 giugno 2013

LIVIO FANZAGA SAI CHI E' PEGGIO DEI TESTIMONI DI GEOVA? GLI AVVOLTOI!!

http://video.repubblica.it/cronaca/radio-maria-chiede-soldi-ad-anziani-il-direttore-sono-estraneo/131002/129507?ref=NRCT-60545254-2

Un «piccolo lascito», anzi, un «atto d'amore» per Radio Maria. Cioè: fare testamento in favore dell'emittente. Così si legge nella lettera inviata e firmata ai suoi ascoltatori dal direttore, padre Livio Fanzaga. Il caso, anticipato dal quotidiano Repubblica, è stato sollevato dal figlio di una dei destinatari. L'uomo aveva trovato la madre, 92 enne, intenta a compilare un documento a tutti gli effetti, olografato, da compilare in sette passaggi.
Più che passaggi, una vera e propria guida alla donazione. A misura dell'età media degli ascoltatori, notoriamente alta. «Condividi l'idea che Radio Maria ti informi su lasciti e testamenti? Sai che ai tuoi cari resterà comunque una quota? Sai che per fare un testamento olografo basta un foglio bianco e una firma di proprio pugno? Quali motivi ti trattengono ancora dal devolvere parte della tua eredità a Radio Maria? Pensi che costi o non hai un notaio? Possiamo inviarti un opuscolo che possa spiegarti come fare? Vuoi che una persona di Radio Maria ti contatti direttamente?

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-07/radiomaria-chiede-ascoltatori-fate-102439.shtml?uuid=AbbdAw2H

25 maggio 2013

CIAO DON ANDREA


"Caro don Andrea, per tutta la vita sei stato sempre un gran rompiscatole, sempre sopra le righe, hai disturbato tutti, sei stato l'avvocato delle cause perse, sempre dalla parte degli sfigati, dei perdenti. Per trovarti bastava cercare tra i rifiuti della società, e tu lì eri sempre presente. Ti prego, la pace divina non fa per te, continua a rompere le scatole, specialmente a quelli che con ancora il tuo cadavere caldo hanno già cominciato a imbalsamarti profumandoti d'incenso, tentando di trasformarti in un santino in più da aggiungere alle pie cianfrusaglie religiose. Amen"



Alberto M.

17 maggio 2013

Non è un pensiero di Dio che si aggiunge al nostro pensiero......



Cerchiamo di capire quale esperienza sta alla base di quanto stanno vivendo gli apostoli in riferimento allo Spirito.
Era l'esperienza della novità di vita che stavano facendo, del nuovo modo di vivere i rapporti fra di loro, del nuovo modo di perdonarsi reciprocamente. Prima non avevano mai vissuto così. Le prime esperienze in questo senso devono essere state per loro straordinarie. La prima espressione che Giovanni riporta, proprio nel giorno della Pasqua, da parte di Gesù Risorto, è appunto: «Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati saranno rimessi». Richiama l'esperienza della pace interiore, del superamento del male, dell'armonia. E poi il nuovo tipo di rapporti: «Amatevi come io ho amato voi. Come il Padre ha amato me e io rimango nel Suo amore, così io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Amatevi gli uni gli altri». Quando Giovanni esprimeva questo insegnamento di Gesù, si richiamava all'esperienza che stavano facendo.
Questo richiamo serve a capire che la comprensione del Vangelo è legata al nostro cammino spirituale. Interpretiamo le espressioni in modo diverso nella giovinezza, nella maturità, quando giungiamo a vivere intensamente il Vangelo. Allora le formule acquistano significati nuovi perché risuonano diversamente nel lettore.
Chiediamoci ora: che cosa vuol dire "presenza", "Dio presente in noi"?

10 aprile 2013

IN QUESTI GIORNI.... PERCHE' LA CROCE!?!?


Secondo la teologia cristiana, nella croce di Gesù Cristo coincidono, come in nessun altro luogo né momento, il tema del peccato e il tema della sofferenza.
La teologia della croce ha però fuso e confuso due cose: l'evento storico della morte di Gesù e l'interpretazione religiosa di quell'evento storico.
Quando diciamo che Cristo ci ha salvato mediante la sua morte in croce, in realtà che cosa stiamo dicendo?

18 febbraio 2013

GUARDANO MA NON VEDONO

Nel vocabolario ecclesiastico sono altre le parole più usate, quelle con le quali abbiamo maggiore dimestichezza: la parola "verità" per esempio, la parola "bontà". Di verità e bontà sono piene le omelie dei preti e i documenti ecclesiastici. Una cittadinanza minore tocca invece alla parola "bellezza".

15 febbraio 2013

DIO VIDE CHE ERA COSA BUONA....

1,4Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre.
Lo schema narrativo di ogni giorno oltre a vedere Dio in azione, contempla sul quello che è stato creato o separato il giudizio di Dio che è introdotto dalla formula: «E Dio vide…». Il vedere di Dio è già di per sé un giudizio e una lode. Quello che è visto da Dio è espresso dal lemma ebraico ṭôv.
Tutto ciò che esiste è ṭôv. Tre diverse sfumature di significato rendono il vocabolo difficile da tradurre in italiano, in più, questi aspetti sono difficili per noi da tenere insieme.

02 febbraio 2013

A TIZIANA.

DEDICATA A TIZIANA E A SUA MADRE

DIO, UN UOMO DEBOLE

Presentazione del Signore

 

L'adempimento delle profezie


Nelle letture della festa di oggi si manifesta la continuità e insieme il contrasto veramente profondo fra Antico e Nuovo Testamento. A questo proposito la liturgia di oggi è esemplare; forse nessun'altra liturgia durante l'anno dice maggiormente questa continuità e questa differenza.La continuità sta nel fatto stesso che abbiamo ascoltato l'ultima profezia di Israele - Malachia è l'ultimo profeta - e poi abbiamo visto l'adempimento di questa profezia. Ma proprio nell'adempimento si vede anche la differenza profonda fra Antico e Nuovo Testamento. «Chi potrà sopportare la sua venuta? Chi potrà sussistere nella sua presenza?», diceva Malachia. Ditemi un po' se ci volevano queste parole così grandi per vederne poi l'adempimento in un bambino che non sapeva nemmeno parlare e veniva portato nel Tempio! «Egli è come la lisciva del lavandaio, come il fuoco dei fonditori». Vi sembra che sia proprio tutto vero? Se c'è uno che ha subito la lisciva, uno che ha subito il fuoco è stato proprio Lui, Lui che è morto sopra la croce! E la sua presenza ha lasciato il mondo qual era. Non vi sembra che sia molto strano questo connubio di termini, che sembrano così stranamente contrari? Eppure vogliono tutti e due significare lo stesso avvenimento. È interessantissimo ed importantissimo meditare una simile continuità in tanto contrasto.

14 gennaio 2013

L'UOMO/DONNA SPIRITUALE

UMANITA' E SPIRITUALITA'

di Mario De Maio


Ricordo sempre una frase che mi disse uno psicoanalista arrivando in piazza san Pietro: “Puissance de la maladie” (“potenza della malattia”). Mi sono domandato spesso che cosa intendesse dire, e in quanto sacerdote mi sono sentito interpellato personalmente dalle sue parole: perché un uomo esperto in ‘umanità’, come dovrebbe essere uno psicoanalista, rivolge una critica così tagliente verso il principale simbolo del cattolicesimo? Che cosa aveva colto, con il suo sguardo di conoscitore delle dinamiche inconsapevoli che abitano la mente umana? La religione è stata per secoli il luogo dove l’uomo ha cercato la risposta alle do-mande fondamentali del vivere e un aiuto a superare le angosce più profonde dell’esistenza. Non a caso oggi si dice che per secoli il prete è stato lo psicoanalista della gente e dei poveri.

11 gennaio 2013

SEMPLICEMENTE VIVERE


di Mario De Maio

SEMPLICEMENTE VIVERE

non sappiamo cosa siamo, ma vogliamo essere altro






Introduco il nostro tema con un breve racconto. Che cosa cerchi mullah? La mia chiave, l’ho persa. Allora il vicino si inginocchiò e i due si misero a cerca re la chiave che però non si trovava. Dopo un po’ il vicino disse: ma dove l’hai persa questa chiave? A casa. Ma allora perché la cerchi qui? Perché qui c’è più luce. A che cosa serve cercare Dio nei luoghi santi se è nel cuore che l’abbiamo perso? 

09 novembre 2012

LA TENEREZZA RESPONSABILE

Parliamo di tenerezza responsabile mentre un autore contemporaneo, Musil, dice che la
responsabilità è soltanto una evanescenza nell’uomo di oggi, che è uomo senza qualità, parliamo di tenerezza in un mondo che, ad essere appena prudenti e saggi, ha bisogno di sicurezza, richiede armi di difesa e non certo tenerezza.
C’è una frase del vangelo di Giovanni che mi ha affascinato, sedotto e perfino rovinato: e la vita
era la luce degli uomini. Mi ha fatto capire dove dovevo cercare il senso di Dio, mi ha fatto vedere quante cose nella chiesa, nel mondo e nella società non sono dirette alla vita ma vanno in senso opposto.