10 ottobre 2014

SCRIVE “LE MONDE”: PAPA FRANCESCO SCUOTE LA CHIESA








Il sinodo sulla famiglia è organizzato in maniera tale da suscitare il dialogo e togliere i tabù.
Il sinodo sulla famiglia è aperto in Vaticano da soli tre giorni, e una cosa è subito apparsa evidente: la Chiesa cattolica cambierà. Ma fino a che punto? Il dibattito è appena cominciato. Ma fin d'ora il modo in cui papa Francesco ha organizzato il brainstorming della sua Chiesa sull'argomento dimostra la sua capacità di scuotere l'istituzione, al di là delle parole, con delle procedure creative.
Lui stesso direbbe forse “furbe”, aggettivo con il quale gli è capitato di descriversi.
Da lunedì 6 ottobre, ogni giorno, i 183 “padri sinodali” (vescovi e cardinali) riuniti a porte chiuse a
Roma ascoltano le testimonianze di laici. Con le loro parole di profani impegnati nella vita della loro Chiesa, parlano del matrimonio come di “un sacramento sessuale con la sua più completa espressione nella relazione sessuale”. Parlano della coppia di loro amici che ha invitato a Natale il partner del loro figlio gay, delle gravidanze al di fuori del matrimonio, della diminuzione spettacolare del numero dei matrimoni e dei battesimi nel loro ambiente, dei matrimoni con i musulmani, insomma, di tutto ciò che pone la famiglia cattolica oggi di fronte a mille sfide. presenza fisica dei laici.
Certo, i vescovi constatano nel quotidiano tutti questi cambiamenti nella loro diocesi. Ma la presenza fisica di questi laici che testimoniano in prima persona in un organismo che, benché non decisionale, è comunque centrale nell'elaborazione del messaggio della Chiesa, è una novità. In un certo qual modo, hanno già lasciato la loro impronta nel dibattito, che non potrà limitarsi ad una disputa dottrinale tra cardinali e teologi. Ed è certo un primo successo per questo papa che desidera aprire ai laici la porta dei centri di potere della sua Chiesa.
Secondo successo: aver saputo provocare il dibattito. Per evitare che il sinodo si riduca ad una successione di interventi senza rapporto diretto tra loro, il Vaticano non rivela, a differenza dei sinodi precedenti, chi ha detto cosa nelle sedute di lavoro della giornata.
Inoltre, alla fine del pomeriggio, vescovi e cardinali possono intervenire liberamente per un'ora, “senza aver paura che il cardinal Müller (prefetto della congregazione per la dottrina della fede, ostile ad un allentamento della dottrina) diventi tutto rosso”, come ha sintetizzato una persona vicina al papa, l'arcivescovo Victor Fernandez, rettore dell'università cattolica dell'Argentina. Certo, non tutti manifestano posizioni nette. Ma coloro che ne hanno, le esprimono, che sia a favore o contro l'allentamento della dottrina della Chiesa sull'indissolubilità del matrimonio o su altri aspetti della famiglia. due tempi
Tra questi due poli, i prelati si pongono interrogativi sul linguaggio utilizzato dalla Chiesa per parlare di coppia e di sessualità. “Dire alle persone che vivono nel peccato, oppure che hanno un disordine intrinseco (termine che viene riferito all'omosessualità), o che hanno una mentalità contraccettiva, non aiuta ad avvicinare le persone a Cristo, né a far sì che accolgano il messaggio della Chiesa”, ha riconosciuto uno dei portavoce del Vaticano, Thomas Rosica, citando dei partecipanti al sinodo. Di giorno in giorno, emergono nozioni come quella di “gradualità” o di “bene possibile”, che permetterebbero alla Chiesa cattolica di giudicare in maniera meno marcata certe situazioni non conformi alla sua dottrina.
La terza abilità di papa Francesco per spingere al dibattito: il sinodo in due tempi. “Il papa non sarà fondamentalmente preoccupato se da questo sinodo non esce nulla, ha dichiarato Mons. Fernandez mercoledì 8 ottobre. Preferisce avere tempo a disposizione, far proseguire un processo che darà frutti quando sarà il momento”. La discussione infatti è appena cominciata.
Al termine di questo primo sinodo, un testo sarà diffuso nelle diocesi e sarà sottoposto alla discussione dei fedeli. Il papa scommette che il loro coinvolgimento continuerà a mantenere viva la riflessione affinché, nel periodo che intercorre tra il primo e il secondo sinodo, essa abbia avuto il tempo di decantare.
Solo allora, al termine della seconda assemblea sinodale, si potrà valutare se avrà avuto successo l'operazione di rinnovamento del messaggio della Chiesa cattolica sulla famiglia che Francesco desidera portare a buon fine. A quel punto, spetterà a lui esprimerla in un testo di cui sarà il solo autore.


di Cécile Chambraud
in “Le Monde” del 10 ottobre 2014 (traduzione: www.finesettimana.org)

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