22 novembre 2009

LAVORI IN CORSO!


QUALCUNO IN QUESTI GIORNI, PARLANDOMI, SI E' CHIESTO: "CHI SONO?" Penso che la risposta adeguata che potrebbe far bene a ogni persona che sta costruendo la propria vita, potrebbe essere:"SIAMO UN CANTIERE IN CORSO / SIAMO LAVORI IN CORSO"!

1 commento:

  1. Anonimo11:04

    FARE CASA

    "È curioso. Magari fatichiamo anni per costruire un’immagine con cui farsi ammirare, e poi ci sentiamo abbracciati di amore quando, in un istante, ci lasciamo sfuggire quell'unico brandello di vuoto che non sappiamo riempire. E accade così perché quel vuoto non ci rappresenta ma ci completa.
    Più cammino, nella vita, e più mi rendo conto che crescere non vuol dire migliorarsi ma accettarsi, che si matura non quando si conosce la propria forza, ma quando si ha il coraggio della propria purezza.
    Perché fare casa non vuol dire crearsi una specie di zona franca dalle tempeste del mondo, è invece costruire uno spazio di consapevole precarietà, è farsi piccoli, ogni giorno, per inventarci una vita sempre nuova, non garantita tiepidamente dall’abitudine.
    Non è una sfida da poco. La casa cui tendiamo, anche come spazio fisico, è una casa che anestetizza, la cui protezione è spesso chiusura. Forse per questo non mi sono mai piaciute le case con i giardini troppo ordinati, con il parquet lucidato fino all’eccesso: mi fanno pensare a esistenze che non hanno in mente altro che una pulizia apparente, pronta all’uso per l’ospite, il quale magari ammirerà pure quest’ordine così ostentato, salvo viverlo con disagio.
    Non siamo fatti per questo. La molla della vita è caricata di continui cambiamenti, la casa di cui abbiamo bisogno deve poterci accogliere così come siamo, cioè sempre diversi.
    Si fa casa concretamente in ogni istante, quando si mettono negli interstizi di ogni giornata quelle piccole grandi cose che ci rispecchiano. Si fa casa anche con un mazzo di fiori sul tavolo, si fa casa ascoltando la musica che amiamo di più. Si fa casa, se serve, trasformando la nostra vita, quando questa non ci assomiglia più."
    (Massimo Orlandi)

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