26 dicembre 2008

"CAMMINANDO 2"







Sì, l’uomo moderno che è disgustato e scettico perché gli dicono che « Dio è morto », ha bisogno di incontrarsi lungo il suo cammino con la voce forte e franca del suo fratello che lo saluti, che lo apra alla speranza, che gli faccia sentire la « necessità » degli altri per realizzarsi e per rasserenarsi.

E per poterci fare « epifania » di Cristo per gli altri abbiamo bisogno di essere poveri, liberi, miti, giusti. Abbiamo bisogno di occhi più limpidi, di una vita più sincera, di uno spirito più missionario. Abbiamo bisogno di uscire sulle strade, per incontrarci col prossimo e farci compagni di viaggio con tutte le sue conseguenze: dandogli anche il nostro pane.

Per questo l’uomo moderno, più critico, più esigente, più autentico, oggi scopre il Cristo nel grande mondo dei deboli che sono quelli autenticamente piccoli, in quelli colpiti dall’ingiustizia che sono quelli che distribuiscono tenerezza, in quelli che si fanno compagni di lavoro, di speranze, di ideali, di angosce, di allegrie, in quelli che gli vanno incontro disinteressati mentre vanno verso il vuoto. In quelli che sanno aprire un dialogo non per predicare se stessi, ma per scoprire agli altri la Parola che è di tutti. So che qualcuno mi dirà: « Anche pregando il Padre, in silenzio, di nascosto, possiamo rivelare Cristo al prossimo ».

Gli risponderò semplicemente con le parole di un grande scrittore e teologo, di un grande amico, Charles Moeller: « I laici devono incontrare Cristo, amarlo, farlo conoscere e amare nell’azione inserita in questo immenso fenomeno dello sviluppo... Si può, si deve incontrare Cristo nel volto dell’altro. L’altro è una manifestazione dell’infinito... Se tutte le bellezze dei volti, se tutti gli sguardi profondi — luce negli occhi — se tutti i veri gesti di amore, di amicizia, se tutto questo si trova — per analogia — in Dio, se tutto questo aiuta a scoprire Cristo nel volto, nello sguardo, nello spirito che anima i gesti, allora scoprire Cristo non è trascurare l’umano, la vita, la comunità ». E aggiunge: « La Chiesa è il Popolo di Dio che è pellegrino nel mondo, mescolato col mondo... e la luce del Dio che salva passa attraverso i credenti che agiscono nella giustizia e nella pace ». E risponde anche all’obiezione: « Non dico che questa sia l’unica strada (di conoscere e di rivelare Cristo agli altri): sarà sempre necessario ritirarsi in segreto per pregare il Padre.

Però io direi che oggi soprattutto è necessario lo stile che ci viene da Emmaus E che l’uomo di oggi abbia una sensibilità speciale (non è che lo Spirito che gliela dà) per scoprire Cristo nel prossimo che gli si dona, che s’incontra con lui, che lo aiuta a prendere il timone del progresso, che soffre e spera con lui, lo dimostra quel bellissimo aneddoto, di sapore biblico che un grande rotocalco pubblicò in occasione del viaggio di Paolo VI in India. Il Papa, pellegrino, uno dei tanti nella strada degli uomini, non sulle strade di Emmaus, ma nella piazza di Bombay incontrò lo sguardo di una donna che si avvicinava a salutarlo: « Donna qual è la tua religione? » le chiese Paolo VI. E lei, chissà in mezzo a quale solitudine interiore, a quali problemi di coscienza, fissando i suoi occhi nella luce calda dello sguardo di Paolo VI, mentre il Papa stringeva le sue povere mani rugose, scoppiando a piangere esclamò: « Ora non lo so più ». Paolo VI, con tenerezza umana e comprensione che aveva del divino portò quella donna a scoprire una presenza nuova che frantumava tutti i suoi schemi. Le aveva rivelato Cristo.

ARIAS

4 commenti:

  1. Anonimo09:27

    Noi non attendiamo una umanità altra da questa di cui siamo parte, ma attendiamo che questa vecchia umanità rinasca.
    (Paolo Ricca)

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  2. Anonimo09:46

    Il senso della vita è una pro-esistenza: è l'essere uomo di frontiera, uomo attraversato, abitato, sollevato, terra di approdo e molo di partenza e ali che sollevano, e compassione che sa prendersi cura, e parola che viene da altrove.
    (Ermes Ronchi)

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  3. Anonimo09:28

    Dio entra dalla porta del cuore
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    (Paulo Coelho, I racconti del maktub)

    Non ti dà nessun vantaggio cercare spiegazioni su Dio. Puoi sentire dei bellissimi discorsi, ma sono sostanzialmente vuoti. Proprio come puoi leggere un'intera enciclopedia sull'amore senza conoscere come amare. Nessuno proverà che Dio esiste. Certe cose nella vita devono semplicemente essere vissute - e mai spiegate. L'amore è una di queste. Dio - che è Amore - è inspiegabile. La fede è un'esperienza infantile, nel magico senso che Gesù ci ha insegnato: "I bambini sono il regno di Dio". Dio non entrerà mai nella tua testa. La porta che Egli usa è il tuo cuore.

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  4. Anonimo09:24

    Occorrono segni, cioè fessure da cui oggi qui sulla terra intravedere Dio e la sua gloria. Pozze di fuoco in cui fin d'ora balugini il sussulto del futuro. Gesù sulla terra aprì segni, aprì con la sua vita fessure, da cui sorprendere la gloria futura.
    (Angelo Casati)

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