
E allora solo lo Spirito è capace — secondo il discorso fatto a Nicodemo — di offrire all’uomo
Se l’uomo di oggi, come quello di ieri e di domani ha bisogno di farsi piccolo, di nascere di nuovo per incontrare Cristo, sarà soltanto il nostro amore che potrà ottenere questa metamorfosi dello spirito. Per questo sono convinto che l’epifania di Cristo al mondo moderno oggi più che mai passa attraverso le strade di Emmaus. Per questo sono convinto che i Magi riconobbero Cristo, non tanto per il bambino, che era un fagottino di carne come tanti altri bambini, quanto dagli occhi di Maria e di Giuseppe, dai loro gesti, dalla loro bontà evangelica, dalla loro fede allegra e povera. Furono loro che gli rivelarono che in quel bambino vibrava l’Eterno. Emmaus è la pagina evangelica più rispondente ai nostri tempi. Cristo, un uomo della strada che diventa compagno di viaggio, un uomo che entra in conversazione col suo prossimo affrontando l’argomento che più gli sta a cuore in quel momento e lo angoscia, un uomo che per ridare una speranza perduta ricorre non alla filosofia, non alla scienza umana, ma al libro della Vita, alla Parola del Creatore: « Spiegava loro tutte le Scritture » (Lc. 24, 27); un uomo che non si limitò a portare la Parola di Dio ma « spezzò il pane con loro e glielo porse » (Lc. 24, 30); un uomo che non solo gli diede il pane, ma glielo diede « in tal modo » che « si aprirono i loro occhi e lo riconobbero » (Lc. 24, 31), e « fece bruciare il loro cuore » di gioia (Lc. 24, 32).
So certamente che gli esegeti non si sono accordati sull’interpretazione di questo « modo » di spezzare il pane e so che alcuni pensano all’eucaristia. Però mi sono sempre chiesto perché Cristo spezzava il pane in un modo tale che lo distingueva dagli altri ebrei del suo tempo. Non si potrebbe forse attribuire al suo atteggiamento fraterno, alla sua bontà nuova nel dividere il suo, a quel certo « non so che » fatto di carità, di tenerezza, di maestà, uguale, ma diverso dagli altri uomini, quello che lo caratterizzava »?
Quando spiegava loro le Scritture « ardeva loro il cuore » e senza dubbio lo faceva come lo avrebbe potuto fare un qualsiasi altro dottore della Legge. Perché li faceva fremere? Perché un sacerdote proclamando la Parola lascia indifferente il Popolo di Dio e un altro con la stessa pagina biblica lo commuove? Perché un uomo dando a piene mani il suo denaro umilia, esaspera e genera odi, mentre il suo vicino dando soltanto il pane della sua povertà converte e consola? Il gesto materiale è lo’‘stesso. Però ciò che è diverso è il « modo ». Il primo fa il fratello più « grande », più « superbo »; il secondo lo avvicina, lo disarma, lo fa piccolo, gli scopre la dolce necessità di lasciarsi amare:
« Resta con noi » (Lc. 24, 29). Cristo creò in loro, uomini maturi e disincantati di fronte alla vita, la necessità di lui. Gli fece indovinare in lui, compagno di viaggio, la presenza misteriosa, ma reale di qualcosa che loro non avevano o avevano perduto, ma che nel fondo desideravano, cercavano, aspettavano, amavano: la speranza, la fratellanza, la Parola viva.
di ARIAS
Cerco, innamorata, la Chiesa fienile delle origini, il pane dei volti e delle misericordie,
RispondiEliminai ciotoli dell’ “in principio”
Cerco in ogni mangiatoia il mistero della tua nascita anche dove c’è solo fame e dove noi
abbiamo “sporcato di briciole d’elemosina la fame dei popoli”
(A. Casati)
Cerco “un bambino che è appena nato e che illumina il mondo
un bambino diverso che non concede riposo, che non si adatta a nessuna abitudine
un bambino nato in piena notte e destinato alla prova della notte,
ma incessantemente mosso dal desiderio della luce
un bambino più leggero di una pagliuzza, ma pesante quanto il mondo un bambino
da portare in braccio,
giorno dopo giorno, fino allo stremo delle forze,
fino all’ultimo respiro” (Silvie Germani)
Ecco è nato in silenzio, di nascosto.
E per noi...
Nell’oscurità come lui passare sconosciute sulla terra, come viaggiatori nella notte,
volendo bene.