01 dicembre 2009

BUON SENSO/ COSCIENZA!



DAL DIALOGO/INTERVISTA DEL VIDEO:

"....SE NON LI PRENDEVAMO NOI, DOVE ANDAVANO????...."
"...QUESTA VICENDA SPIEGA UNA VOLTA PER TUTTE CHE NON ESISTONO CATEGORIE MA PERSONE...."

IO AGGIUNGO:
NON SI PARLA DI DESTRA, SINISTRA, CENTRO, CRISTIANI, ATEI, PROTESTANTI, EBREI, ISLAMICI... MA DI BUON SENSO/COSCIENZA!


http://www.youtube.com/watch?v=vr3I-8YX4pM

2 commenti:

  1. Anonimo10:10

    Al buon teologo, che ancora gli andava di discutere su chi è il prossimo e chi non è il prossimo, ecco che Gesù racconta una prassi concreta, quella del samaritano che soccorre. E termina ancora una volta con l'invito alla prassi: "Va' e anche tu fa' lo stesso". Bando alle parole, alle discussioni. Fa'! Fa' anche tu! Fa' come lui!
    E che cosa ci racconta il gesto del samaritano, dietro il quale noi vediamo come in filigrana il volto di Gesù? Ci insegna che l'amore, quando è vero, sa sbarazzarsi di ogni pregiudizio e distinzione. Quando invece si riduce a un cincischiare di parole, allora nasce una litania infinita di distinzioni e sottodistinzioni.
    Guardate che la parabola l'ha inventata Gesù e, se non ce l'avessero detto, chi di noi l'avesse sentita per la prima volta avrebbe detto che a raccontarla doveva essere stato uno dei soliti anticlericali: Ma perché vuoi far fare così brutta figura agli uomini di chiesa - sacerdoti e leviti - e poi fai fermare, davanti al malcapitato steso a terra, non uno del popolo di Dio? Tu fai fermare uno scismatico, uno scomunicato. Tu non ami il popolo di Dio. Tu non ami la chiesa.
    Sta di fatto che la parabola l'ha raccontata lui, i personaggi li ha inventati lui. E lui non inventava mai le cose a caso.
    Anche voi, ne sono certo, avete notato come Gesù ancora una volta non faccia niente, anzi sembra addirittura che calchi le tinte, niente faccia per non apparire sovversivo. Il problema per lui non è se è uno è degno o non è degno di essere amato e soccorso. Il problema è se c'è qualcuno capace di compassione, capace di fermarsi, di soccorrere. E così Gesù scompone tutte le nostre appartenenze. Purtroppo da allora a oggi non è cambiato molto. Ancora oggi si va per appartenenze, per corporazioni, per consorterie, di un colore o di un altro e il problema sembra essere appartenere a quella giusta, quella vincente. Mentre per Gesù c'è un'unica appartenenza decisiva. Basta quella e ne cresce perché ci si debba fermare davanti a qualcuno: basta che appartenga all'umanità: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico". Un uomo! Non occorrono specificazioni: è la sua dignità di essere umano che ti fa fermare.
    Non si ferma il sacerdote, non si ferma il levita. Rischiavano di contaminarsi e come avrebbero potuto celebrare il sacrificio? Forse non ricordavano che, per bocca del profeta Osea, Dio aveva detto: "Voglio compassione e non sacrifici". O forse avevano dimenticato che c'è un culto da celebrare nella vita, sulla strada che da Gerusalemme scende a Gerico. E se non c'è questo, l'altro è falso.
    E si ferma il samaritano, uno che non ha un credo ortodosso, non è uomo della pura ortodossia. Ma come può succedere questo? Perché questo comandamento dell'amore non è chissà come lontano. Non è scritto nelle appartenenze, è scritto nel cuore. Era scritto nel cuore del samaritano. Ha ascoltato il cuore. E ha fatto! Bando alle dichiarazioni. Ha fatto. Certo prima fu un moto del cuore, ma poi l'amore divenne mani, contatto, divenne olio e vino.
    Ecco i verbi del samaritano, i verbi dell'amore, se l'amore non vuol restare un fruscio di parole. Verbi concreti: lo vide - ma non basta vedere, anche gli altri due lo videro e passarono oltre - ebbe compassione, gli si fece vicino, gli fasciò le ferite versandovi olio e vino, lo caricò sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. E non lo scaricò a un altro: diede all'albergatore due denari, gli disse: "Se avrai speso di più ti rifonderò al ritorno". Verbi da onorare. Aver compassione, farsi vicini, lenire teneramente le ferite, prendersi cura. I verbi del samaritano, i verbi di Gesù, i verbi di coloro che ora sanno che a salvarli non sarà l'ortodossia, ma l'ortoprassi, la fedeltà a una legge, che è scritta senza distinzioni nel cuore di ciascuno: "è nel tuo cuore".
    (don Angelo Casati)

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  2. Anonimo11:53

    Se Gesù fosse nato nell’Italia 2000
    23-12-2009 Favola amara di un Giudice Istruttore che sa come vanno le cose

    25 dicembre 2009: “Trovato neonato in una stalla. La polizia e i servizi sociali indagano. Arrestati un falegname e una minorenne”. L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino grazie alla segnalazione di un comune cittadino (obbediente all’invito del ministro Maroni): aveva scoperto una famiglia accampata in una stalla. Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di fronte ad un neonato avvolto in uno scialle e depositato in una mangiatoia dalla madre extracomunitaria, tale Maria H. di Nazareth, appena quattordicenne.

    Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire la madre e il bambino sui mezzi delle forze dell’ordine, un uomo, successivamente identificato come Giuseppe H di Nazareth, ha opposto resistenza spalleggiato da alcuni pastori e tre stranieri presenti sul posto. Sia Giuseppe H. che i tre stranieri, risultati sprovvisti di documenti di identificazione e permesso di soggiorno, sono stati tratti in arresto.

    L’Ufficio Stranieri della Questura e la Guardia di Finanza stanno indagando per scoprire il paese di provenienza dei tre clandestini. Secondo fonti di polizia i tre potrebbero essere spacciatori internazionali, dato che sono stati trovati in possesso di un ingente quantitativo di oro e di sostanze presumibilmente illecite. Nel corso del primo interrogatorio gli arrestati hanno riferito di agire in nome di Dio per cui non si escludono legami con Al Qaeda. Le sostanze chimiche rinvenute sono state inviate al laboratorio per le analisi. La polizia mantiene uno stretto riserbo sul luogo in cui è stato portato il neonato. Si prevedono indagini lunghe e difficili.

    Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso in mattinata, si limita a rilevare che il padre del bambino è un adulto di mezza età, mentre la madre è ancora adolescente. Gli operatori si sono messi in contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia il rapporto tra i due e se la loro lontananza dal luogo di residenza abituale possa nascondere rapimento o plagio. Nel frattempo Maria H. è stata ricoverata all’ospedale e sottoposta a visite cliniche e psichiatriche. Sul suo capo pende l’accusa di maltrattamento e tentativo di abbandono di minore. Gli inquirenti nutrono dubbi sullo stato di salute mentale della donna la quale afferma di essere ancora vergine e di aver partorito il figlio di Dio.

    Il primario del reparto di Igiene Mentale ha dichiarato oggi in conferenza stampa: “Non sta certo a me dire alla gente a cosa deve credere, ma se le convinzioni di una persona mettono a repentaglio – come in questo caso – la vita di un neonato, allora la persona in questione rappresenta un rischio sociale. Il fatto che sul posto siano state rinvenute sostanze stupefacenti non ancora consuete al nostro mercato clandestino, non migliora il quadro. Sono comunque certo che, se sottoposte ad adeguata terapia per uno due o tre anni – solo i progressi determineranno la durata della cura – le persone coinvolte, compresi i tre trafficanti di droga, potranno essere reinseriti a pieno titolo nella società. Le autorità competenti decideranno se espellerli con foglio di via obbligatorio o accettare la loro eventuale richiesta di permesso di soggiorno. Ma questo esula da ogni mia responsabilità professionale”.

    Pochi minuti fa si è sparsa la voce che anche i contadini presenti nella stalla vengono sospettati di essere consumatori abituali di sostanze stupefacenti. Il loro alibi non ha retto ai primi controlli. Sostengono di essere stati costretti a recarsi nella stalla da una persona di alta statura con addosso una lunga veste bianca e due ali sulla schiena (?). Avrebbe loro imposto di festeggiare il neonato. Il portavoce della sezione antidroga della questura ha così commentato: “Gli effetti di certe sostanze a volte sono imprevedibili, ma si tratta della scusa più assurda mai messa a verbale negli interrogatori di tossicodipendenti”.

    (Anonimo Lombardo)

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