Il Blog "IN SEMPLICITA'" è uno spazio dove inserire: info su attività, riflessioni sulle attività, articoli, stralci di libri, esegesi bibliche, riflessioni personali, per creare un dialogo e scambiare opinioni, pareri, per una crescita spirituale e umana. Uno spazio dove le persone condividono vita. Verranno eliminati gli interventi che potrebbero ferire o offendere, con linguaggio o idee, le persone.
Gesù maestro dell’incontro, della relazione profonda con un’altra persona; Gesù che ci insegna come avvicinare una persona che “grida” il suo star male: non con la presunzione, consapevole o meno, di sapere già di che cosa l’altro ha bisogno, ma con il pieno rispetto e libertà nei suoi confronti, con una semplice domanda “di che cosa hai bisogno?, che cosa desideri ?” Forse il povero che incontriamo sulla nostra strada non ha solo bisogno di spiccioli per sfamarsi, ma anche di una parola amica, di un sorriso, di qualcuno che riesca a “vederlo “ come persona e non come un problema. Spesso ci comportiamo come la folla che seguiva Gesù, ci regoliamo in positivo come in negativo in base agli ordini che ci vengono dai grandi, rimproveriamo e subito dopo incoraggiamo…ma Gesù non appartiene ai grandi intesi in questo senso: ciò che conta non è il miracolo in sé, ma il modo in cui si realizza. Il miracolo è nell’incontro vero, profondo, nel coraggio di essere se stessi, con la fiducia di sentirsi accettati completamente.
Gesù maestro dell’incontro, della relazione profonda con un’altra persona; Gesù che ci insegna come avvicinare una persona che “grida” il suo star male: non con la presunzione, consapevole o meno, di sapere già di che cosa l’altro ha bisogno, ma con il pieno rispetto e libertà nei suoi confronti, con una semplice domanda “di che cosa hai bisogno?, che cosa desideri ?” Forse il povero che incontriamo sulla nostra strada non ha solo bisogno di spiccioli per sfamarsi, ma anche di una parola amica, di un sorriso, di qualcuno che riesca a “vederlo “ come persona e non come un problema.
RispondiEliminaSpesso ci comportiamo come la folla che seguiva Gesù, ci regoliamo in positivo come in negativo in base agli ordini che ci vengono dai grandi, rimproveriamo e subito dopo incoraggiamo…ma Gesù non appartiene ai grandi intesi in questo senso: ciò che conta non è il miracolo in sé, ma il modo in cui si realizza. Il miracolo è nell’incontro vero, profondo, nel coraggio di essere se stessi, con la fiducia di sentirsi accettati completamente.