11 luglio 2010

Sinti a Schio: GRAZIE COMUNE!!!















Una casa per la famiglia “Rossi”. Intanto provvisoria ma presto definitiva. Siamo ad una svolta decisiva in quello che è stato il primo e assai discusso progetto di inserimento sociale di un nucleo nomade, partito nel 1989 (mia aggiunta: 21 anni fa) e oggetto persino di un referendum consultivo.
L’obiettivo dichiarato dal Comune è semplice: rendere definitivamente stanziali questi sinti che, a suo tempo hanno deciso di lavorare e restare in città, relegati però con le loro roulotte nell’area di sosta di via “X”. (Da il giornale di Vicenza 08 07 2010)

I cartelli appesi al cancello della sede anche del Consiglio di Quartiere, recitano frasi del tipo “Non vogliamo i nomadi qui”, “No zingari al C.”. Già l'altro giorno erano apparsi ulteriori striscioni poi rimossi da alcuni addetti comunali, ma sabato mattina sono “miracolosamente" riapparsi a ridosso della casa che dovrebbe ospitare a breve la famiglia di sinti. (Da il giornale di Vicenza 11 07 2010)

Intanto arriva la condanna agli striscioni da parte del presidente della cooperativa “P. N.”: «Ricordo a quanti “non vogliano i nomadi” da nessuna parte che, a mio parere, la sicurezza della comunità si costruisce non con l’esclusione, ma con la conoscenza e l’eliminazione del pregiudizio che da sempre li accompagna. Molto spesso le critiche più feroci, arrivano proprio da chi ha scarsa conoscenza sull’argomento; definire ancora “nomadi” chi da vent’anni ha una residenza stabile, rappresenta indice di pregiudizio». (Da il giornale di Vicenza 11 07 2010)

Mi chiedo: non conosciamo (cioè siamo ignoranti) o non accogliamo (cioè siamo estero-fobici) o salvaguardiamo la città (cioè siamo politicizzati)?

Ringraziamo il comune e tutti quelli che hanno lavorato e stanno lavorando perchè ogni persona sia riconosciuta come persona. Conoscere, non avere paura e non schierarsi con un partito o l'altro per "accapparrarci voti", ci rende tutti più umani e più liberi! GRAZIE!

http://www.puntualizziamo.it/in-tre-righe/339-nomadi-sinti-dal-camper-allappartamento-a-schio.html


http://www.comune.schio.vi.it/a_189_IT_35412_1.html

2 commenti:

  1. Anonimo20:52

    "Quando i rapporti tra umani e umani, tra popoli e popoli vedono uno sotto e uno sopra, non mettere mai il nome di Dio: Dio si è portato in basso perché ogni forma di superiorità e di soggezione, ogni forma di paura si sciogliesse come la neve al sole. Mi ritorna alla mente un midrash della letteratura rabbinica. Racconta: Quando ero un ragazzino il signor Maestro stava insegnandomi a leggere. Una volta mi mostrò nel libro di preghiere due minuscole lettere, simili a due puntini quadrati. E mi disse: "Vedi, Uri, queste due lettere, una accanto all'altra? È il monogramma del nome di Dio; e, ovunque, nelle preghiere, scorgi insieme questi due puntini, devi pronunciare il nome di Dio, anche se non è scritto per intero". Continuammo a leggere con il Maestro, finché non trovammo, alle fine di una frase, i due punti. Erano egualmente due puntini quadrati solo non uno accanto all'altro, ma uno sotto l'altro. Pensai che si trattasse del monogramma di Dio, perciò pronunciai il suo nome. Il Maestro disse però; "No, no, Uri. Quel segno non indica il nome di Dio. Solo là dove i puntini sono a fianco l'uno dell'altro, dove uno vede nell'altro un compagno a lui uguale, solo là c'è il nome di Dio. Ma dove i puntini sono uno sotto e l'altro sopra, là non c'è il nome di Dio".

    Dio non è là dove c'è dominio dell'uno sull'altro, là c'è solo paura. Dio è dove uno vede nell'altro un compagno a lui uguale e lo scioglie da ogni paura."

    Don Angelo Casati

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  2. Anonimo10:27

    " Il pane non ci chiede
    se la mattina
    abbiamo detto le preghiere,
    se abbiamo la pelle nera,
    la pelle olivastra,
    rossa o bianca.

    Non ci chiede neppure
    a che religione apparteniamo.

    Il pane si dà a tutti.

    (Giovanni Vannucci)

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