28 novembre 2006

“TALMENTE PREZIOSA CHE DARESTI IN CAMBIO LA VITA”

Vi dico, questa mattina, che se non avete mai trovato una cosa che vi sia talmente cara e preziosa per cui dareste in cambio la vita, non siete adatti alla vita. Potreste avere trentotto anni, come si dà il caso che ne abbia io, e un giorno vi trovate di fronte una grande occasione, che vi sollecita a schierarvi a favore di qualche grande principio, di una grande questione, di una grande causa. E voi vi rifiutate, di farlo perché avete paura. Vi rifiutate di farlo perché volete vivere più a lungo. Avete paura di perdere l'impiego, oppure avete paura di esser criticati, o di perdere la popolarità, avete paura che qualcuno vi pugnalerà o vi sparerà addosso o vi farà saltare la casa.
E quindi rifiutate di prendere posizione. Ebbene, può darsi che continuiate a vivere fino a novant'anni, ma a trentotto siete già morti quanto lo sarete a novant'anni. E nella vostra vita l'arresto del respiro non sarà che l'annuncio tardivo di' una morte dello spirito che è già avvenuta. Siete morti quando avete rifiutato di schierarvi dalla parte di quel che è giusto. Siete morti quando avete rifiutato di schierarvi dalla parte della verità. Siete morti quando avete rifiutato di schierarvi dalla parte della giustizia…
Non pensate mai di essere da soli. Andrete in prigione, se necessario, ma non andrete mai soli. Prenderete posizione a favore di quel che è giusto, e magari il mondo non vi capirà, vi criticherà. Ma non sarete mai soli, perché da qualche parte, ho letto che uno solo con Dio è una maggioranza. E Dio ha la sua maniera di trasformare la minoranza in maggioranza. Camminate con Lui stamani, e, credete in Lui, e fate quel che è giusto, e Lui sarà con voi fino alla consumazione dei tempi. Si, ho visto il lampo del fulmine. Ho sentito il rombo del tuono. Ho sentito le onde del peccato infrangersi, cercare di sopraffare la mia anima, ma ho udito la voce di Gesù che diceva ancora di continuare a lottare. Mi ha promesso di non lasciarmi mai solo, di non lasciarmi mai solo. No, mai solo. No, mai solo.

Sermone pronunciato nella chiesa di Ebenezer il 5 novembre 1967 da Martin Luther King

3 commenti:

  1. Anonimo19:02

    Oggi la Chiesa non la possiamo più pensare come gerarchia o istituzione.
    Oggi la chiesa è: le persone che la compongono, che la vivono, che la fanno viva.
    Non possiamo starcene a guardare: noi cristiani dobbiamo cercare modi, strade, per dire e mostrare che Gesù Cristo è vivibile: è vivo!
    E' vivo perchè io sono vivo; è vivo perchè io tu lo possiamo annunciare, mostrarlo vivo. Martin Luther King lo ha mostrato!

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  2. Anonimo21:01

    Benigni dice che con Petrarca si resta fidanzati da baci timidi e appena accennati, con Dante si fa invece all'amore, avete presente come fa lui con quel suo strano dinoccolare con gambe e braccia tipo pinocchio.......insomma decidi quand'è che hai voglia di passare all'azione, tu che sei parte della chiesa ? Fino a quando hai intenzione di restare seduto magari anche in primo banco per "dissentire dalla predica" come uno "scrutatore non votante" ? Pulisci casa ma non ospiti,prepari un viaggio ma non parti,ti fa svenire un pò di sangue ma poi sei per la sedia elettrica.......un "ateo praticante" ! Dice che Dante ha scritto la Divina Commedia non per apologia, per dimostrare che Dio esiste, ma perchè DIO ESISTA !Tu da che parte stai ? Sei capace di dire " io non sono d'accordo con te, ma morirei perchè tu fossi libero di esprimere ciò che pensi " ? D'altronde ama il prossimo tuo può anche voler dire che non devo amare propio quel rompiballe che mi trovo di fronte, ma.......il prossimo.......o forse il prossimo......no il prossimo ancora.........

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  3. Anonimo21:10

    » Quello Che Volevo «
    Era il tempo della primavera
    ma l'estate era quello che volevo
    un vestito bianco sulla pelle scura
    sembrava tutto quello che volevo
    Finalmente giunse un'altra estate
    ma l'autunno era quello che volevo
    il tempo giusto per ricominciare
    l'aria fresca che desideravo
    Così fui pronto per un nuovo autunno
    ma l'inverno era quello che volevo
    dormire meglio e un buon vino rosso
    era solo quello che chiedevo
    Ma quando vissi il freddo dell'inverno
    la primavera era quello che volevo
    gambe nude e pomeriggi al sole
    le cose che da un anno ormai aspettavo
    Nel furore della giovinezza
    essere vecchio era quello che volevo
    l'esperienza e l'autorevolezza
    la saggezza vera a cui aspiravo
    Ma quando poi raggiunsi la vecchiaia
    essere giovane era quello che volevo
    l'incoscienza di chi può aspettare
    l'ultima richiesta il mio sollievo
    Così pensando a quello che perdevo
    non ebbi mai quello che volevo
    ( N. Fabi )

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