L'INTERVENTO DI MONSIGNOR
VIVIANI:
«UNA VOLTA I MIGRANTI
ERAVAMO NOI»
Tra le parole più
importanti scese dal palco della «Festa dei Popoli», ci sono anche
quelle di monsignor Giulio Viviani. È toccato a lui portare i saluti
dell'arcivescovo Lauro Tisi, assente per impegni, e della diocesi,
nonché della gente trentina di «profonde origini cristiane», come
ha evidenziato. Un discorso pregnante, il suo, ricordando anche
quella che è stata la storia di molte famiglie trentine. Monsignor
Viviani nel porgere i suoi saluti ha notato come in passato «eravamo
noi i migranti e i missionari che entravano in altri mondi, in altri
popoli. Oggi è l'esatto contrario. Sono i popoli, in cui noi
andammo, a entrare nel nostro mondo». Nella sua riflessione, ha
ripensato al ruolo della Chiesa che in passato è stato discusso. Se
in precedenza la Chiesa non accompagnò i suoi migranti e missionari,
oggi egli auspica che questo errore non venga ripetuto perché,
citando il pensiero di Gesù, «non ci sono orfani: c'è un padre per
tutti nei cieli».
«GRAZIE
A VOI SIAMO TUTTI PIÙ RICCHI»
Festa dei Popoli, una
sfilata di colori e di musica da tutto il mondo
Veronika Gamper
Una sfilata piena di colori ha avvicinato la città alla Festa dei popoli e ai moltissimi gruppi etnici di provenienza sudamericana, africana, est europea e asiatica che hanno occupato le vie principali di Trento al ritmo di musiche incalzanti. Accompagnata dalla banda sociale di Zambana e della banda Blaskapelle Oberschwappach, la sfilata è partita da piazza Fiera passando per via San Francesco d'Assisi, largo Carducci, via Roma, piazza Duomo per poi concludersi di nuovo in piazza Fiera. Ogni gruppo partecipante ha sfoggiato i propri abiti tradizionali portando con sé balli e musiche tipiche del Paese d'origine.
Tanti i curiosi scesi in
strada, tra residenti e turisti, per assistere alla allegra
compagnia, attratti dagli abiti sgargianti e dalle vivaci melodie che
hanno risuonato tra le strade delle città. Ad attendere i gruppi in
piazza Fiera, i saluti di Violetta Plotegher, assessora regionale e
vicepresidente del Forum Trentino per la Pace, del sindaco Alessandro
Andreatta e del console di Romania, Maurizio Passerotti. Violetta
Plotegher ha ringraziato gli organizzatori di queste due giornate
definendole «un momento di gioia e gratitudine. È bello pensare a
un futuro di fratellanza e rispetto in cui costruire un mondo nuovo».
Ha poi aggiunto: «Le preoccupazioni per i giovani, tema centrale in
questi due giorni di festività, sono preoccupazioni condivise da
tutti, ma insieme vogliamo guardare avanti perché tutti vogliamo un
mondo più giusto dove accogliere è un fatto umano». È necessario
secondo l'assessora lasciare spazio ai giovani, i quali possono
offrire nuove interpretazione di fronte a questi profondi cambiamenti
e in questo senso urge anche un cambio di direzione da parte della
politica. Anche il sindaco Andreatta ha espresso la sua gioia e
soddisfazione nel poter vedere tanta bellezza. Si è poi rivolto ai
partecipanti ed agli organizzatori della festa. «Portate tanto al
Trentino. Grazie a voi siamo più ricchi, ma è importante che voi
continuiate a voler bene al vostro Paese d'origine, è la vostra
storia, la vostra cultura. Ma è anche importante voler bene a questa
terra perché con il rispetto di tutti possiamo crescere insieme».
Sul tema giovani il sindaco evidenzia: «Dopo essere stato in visita
in molte scuole, vi posso assicurare che non ci sono barriere. I
nostri figli studiano, mangiano e giocano insieme. C'è amicizia,
solidarietà e convivenza. Questo da speranza ed è così che
vogliamo il Trentino». Infine i saluti del console di Romania che ha
rinnovato i ringraziamenti per il lavoro svolto in questi due giorni.
A seguire un momento di preghiera con la comunità cattolica,
islamica e ortodossa accompagnato da canti, quali il canto del
profugo (eseguito da un richiedente asilo del Camerun) e il canto
della pace celebrato in quattro lingue diverse. Per il pomeriggio
sono state organizzate attività musicali e di intrattenimento.

Nessun commento:
Posta un commento