17 febbraio 2015

DALLA SCHIAVITÙ ALLA LIBERAZIONE: UNA NUOVA ALLEANZA


Mc 1,12-15

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».


Dalla schiavitù alla liberazione: una nuova alleanza.



40 anni sono una vita, una generazione; per tutta la vita, siamo lontani da casa e lo spirito ci spinge ad entrare in questa vita e sporcarci le mani ad avere la disponibilità di metterci in contatto con noi stessi e con i fatti del mondo.

L'essere umano non è solo corpo ma è anche spirito.
Dentro di noi c'è un demone, qualcuno che vuole separarci dalla nostra identità, dalla nostra parte spirituale, questo separatore lo possiamo chiamare “desiderio di potere”.
Questo desiderio di potere ci spinge a voler dominare, possedere, controllare.... questo “desiderio di potere” vuole che ci dimentichiamo di essere figli, creature....
Quando diamo spazio a “desiderio di potere” la nostra vita si basa su tre verbi: avere, salire e comandare, che suscitano negli uomini l’odio, la rivalità e l’inimicizia.

Se “desiderio di potere” vuole ingabbiarci nelle cose contingenti, in quelle cose che non ci permettono di varcare la soglia della vita piena, la vita stessa ci da la possibilità di incontrare dei “messaggeri” che oltre a portarci un messaggio di speranza si mettono a nostro servizio. Il modo per poter usufruire pienamente di questo dono è quello di diventare noi stessi dei messaggeri che si mettono a servizio Noi saremo serviti e serviremo cioè, ci metteremo a disposizione degli altri e gli altri si metteranno a nostra disposizione.

La Vita ci propone uno stile nuovo, una società alternativa, dove al posto dell’avere ci sia la gioia del condividere, dove invece della smania di salire ci sia la libertà dello scendere, e anziché il comandare ci sia il servire.
C'è bisogno di un cambio di prospettiva:
non un modo nuovo di vivere imposto dall'alto, ma un modo nuovo che nasca dal basso.
Un modo che si prenda cura dell'uomo di ciò che è umano, delle cose di tutti i giorni perché si mettano in moto delle nuove relazioni, dei nuovi modi di concepire la vita.
Il primo passo potrebbe essere guardare le persone con occhi diversi.


Rivisitazione di Marco 1,12-15 

 In quel tempo, lo Spirito spinse Gesù nella vita e nella vita rimase per tutti i suoi giorni, tentato da desiderio di potere. Stava con le bestie selvatiche e dei messaggeri/servitori lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò in una terra di poco di buono, proclamando una nuova notizia di Dio, e diceva: «Questo è il tempo favorevole e un modo nuovo di vivere è vicino; cambiate punto di vista e credete nella buona notizia».


2 commenti:

  1. Anonimo19:12

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  2. Anonimo21:18

    … condivido questo pensiero.
    La parola “potere” spesso evoca l’idea che sia qualcosa che riguarda chi governa, ha responsabilità importanti, magari viene visto anche con un’accezione negativa, ignorando invece una forma di potere che è alla portata di tutti!
    Il potere di un sorriso, di uno sguardo, di una parola, di un abbraccio, di una stretta di mano, di un incontro, di una pacca sulla spalla, di un incoraggiamento ... sono gesti semplici, ma che possono scaldare il cuore delle persone che incontriamo.
    Il potere di godere del creato e delle sue creature in tutta la loro bellezza, diversità, contraddizione … è la capacità di continuare a stupirci.
    Il potere di scegliere come vivere, che vita vivere: la condivisione come alternativa all’egoismo, l’altruismo come alternativa all’opportunità, l’ascolto in alternativa all’indifferenza, l’informazione invece del luogo comune e del sentito dire … significa uscire dall’individualismo.
    … a volte dimentichiamo che il potere che ciascuno può esercitare sta nel vedere la vita, e ciò che la riguarda, da una prospettiva diversa. E questo è possibile a chiunque voglia vivere da protagonista la propria vita lasciando spazio alle opportunità che essa offre come occasione di conversione anziché di tentazione.

    Silvia

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