02 luglio 2007

Amare la vita!

Se avessimo il coraggio di vivere con questo stile, forse vivremo un pò meglio!


Ama la vita così com'è
Amala pienamente,senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.

Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un pò.

Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.

Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.

Non vivere mai senza vita!

10 commenti:

  1. Anonimo22:21

    Quando tutte le parole sai che non ti servon più, quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù, quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che, e nessuno te lo spiega perchè sia successo a te. Quando tira un po' di vento che ci si rialza un pò e la vita è un po' più forte del tuo dirle: grazie, no. Quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà... sopra il giorno di dolore che uno ha...
    Quando indietro non si torna, quando l'hai capito che, che la vita non è giusta come la vorresti te, quando farsi una ragione vorrà dire vivere, te l'han detto tutti quanti che per loro è facile. Quando batte un po' di sole dove ci contavi un po' e la vita è un po' più forte del tuo dirle ancora no. Quando la ferita brucia la tua pelle si farà... sopra il giorno di dolore che uno ha...

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  2. Anonimo16:13

    cavoli è una canzone ? non ricordo ...........dove ho già sentito queste parole ?

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  3. Anonimo09:56

    Stile
    Questa è la sfida: far uscire Dio dalle chiese, riportarlo là dove aveva deciso di vivere, tra la gente. Strapparlo dagli angusti abiti del sacro in cui l’abbiamo relegato per farlo infine tornare in quella umanità che aveva deciso di assumere. Gesù ci indica con precisione lo stile e la modalità di questo annuncio, lo stile da assumere.
    I discepoli sono mandati a due a due, precedendo il Signore.
    Non dobbiamo convertire nessuno: è Dio che converte, è lui che abita i cuori. A noi, solo, il compito di preparargli la strada. In coppia veniamo mandati: l’annuncio non è atteggiamento carismatico di qualche guru, ma dimensione di comunità che si costruisce, fatica nello stare insieme. L’annuncio è fecondato dalla preghiera: perché non diventare silenziosi terroristi di bene, seminando benedizioni e preghiere segrete là dove lavoriamo? Affidando al Signore, invece di giudicare?
    Il Signore ci chiede di andare senza troppi mezzi, usando gli strumenti sempre e solo come strumenti, andando all’essenziale. Lo so, amiche catechiste: il corso di nuoto o la settimana bianca sono mille volte più attraenti della vostra stentata ora di catechismo. Ma voi avete una cosa che a nessun allenatore è chiesta: l’amore verso i vostri ragazzi.
    Il Signore ci chiede di portare la pace, di essere persone tolleranti, pacificate. Nessuno può portare Dio con la supponenza e la forza, l’arroganza dell’annuncio ci allontana da Dio in maniera definitiva.
    Infine il Signore ci chiede di restare, di dimorare, di condividere con autenticità. Noi non siamo diversi, non siamo a parte: la fatica, l’ansia, i dubbi, le gioie e le speranze dei nostri fratelli uomini sono proprio le nostre, esattamente le nostre.

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  4. Anonimo20:25

    "L'uomo dice che il tempo passa. Il tempo dice che l'uomo passa."

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  5. Anonimo09:35

    Il rapporto con il mondo
    -----------------------------
    (Edith Stein)

    Prima e subito dopo la mia conversione, pensavo che una vita dedita
    alla pietà consistesse nel vivere soltanto nel pensiero del Signore,
    ma poi ho capito che in questo mondo ci viene chiesto altro e che
    perfino nella vita più puramente contemplativa il rapporto con il
    mondo non può essere tagliato. Credo perfino che più uno si addentra
    in Dio, e più è chiamato ad uscire da sé verso il mondo per portargli
    la vita divina.

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  6. Anonimo12:19

    La vite e i tralci.

    La vocazione della vite, e questa non può fare altro che frutto perchè anche dal suo legno non si può trarre nulla se non che del fuoco, è produrre uva.

    Noi i tralci, Gesù la vite!

    I tralci senza la vite non possono produrre frutto, ma neppure la vite, senza i tralci, può produrre uva...

    Dio "non può" continuare la creazione senza che noi operiamo come Lui opera!

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  7. Anonimo12:13

    A Dio per realizzare il suo sogno,

    è necessario entrare nel sogno degli uomini;

    e l'uomo deve poter sognare i sogni di Dio

    Abraham Heschel

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  8. Anonimo12:15

    Dobbiamo vivere con grande semplicità come Cristo,

    sempre aderenti alla vita, perché la nostra è la religione dell'incarnazione.

    Giovanni Vannucci

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  9. Anonimo11:26

    Il senso e la religione
    -----------------------------
    (Albert Einstein)

    Qual'è il senso della nostra vita? Qual'è il senso di tutti i
    viventi in genere? Dare una risposta a questa domanda significa essere
    religiosi. Tu mi chiedi: ha assolutamente senso porre questa domanda?
    Io rispondo: chi percepisce la propria vita e la vita dei suoi simili
    come priva di senso, non solo è infelice, ma non è affatto in grado di
    vivere.

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  10. Anonimo14:36

    Ho letto un libro che parla del credere in qualcosa. Si parla molto di guarigione in questo libro, in senso fisico e in senso spirituale. Della forza che nasce nell'uomo quando crede, di tutto ciò che l'uomo può fare quando è spinto da questo soffio di vita. E in questa panoramica di "credi", in questa necessità dell'uomo di credere in qualcosa mi ha colpito come la divinità venisse rimandata a qualunque cosa... cioè Dio presente nell'acqua, nella mucca, nel filo d'erba,come nel mercurio o in una statua... ma allo stesso tempo tutto questo diveniva Dio. E comunque il semplice fatto di "credere" aveva una qualche efficacia, anche semplicemente una sensazione di pace.
    Ogni cosa, ma anche l'uomo, viene ricondotta a una parte di un tutto. Si parla di creato, di Sè, di pace, di distacco dalle passioni, di silenzio, di peccato... Si parla di leggi da rispettare che hanno il sapore della saggezza finchè se ne conosce il senso, finchè se ne vive il mistero... Mettendo l'accento su punti diversi, con gli occhi di filosofie e tradizioni diverse ma attraversate da quello che sembra un unico filo conduttore... e immerso in tutto questo in me è risaltata la diversità di questo mio Dio: Il mio Dio è un Uomo. Il mio Dio si è incarnato e ha scelto di essere e vivere come un uomo.
    Io credo nell'uomo come ci crede questo Dio, che quest'uomo lo ama eternamente? E' qualcosa di fantastico... anzi di eccezionalmente reale. E intorno allora, si può vedere il creato e le creature come frutto dell'Amore che crede nell'uomo.

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