10 dicembre 2006

Intervista a Dio

Ho sognato d’intervistare Dio
"Ti piacerebbe intervistarmi?", Dio mi domandò.
"Se hai tempo"gli dissi.
Dio sorrise.
"Il mio tempo è eterno, che cosa vuoi domandarmi?"
"Che sorprese hai per l’umanità?..."
E Dio rispose...
"Siete così ansiosi per il futuro, perché vi dimenticate del presente.
Vivete la vita senza pensare al presente o al futuro.
Vivete la vita come se non dovreste morire mai, e morite come se non aveste mai vissuto...."

”Avete fretta perché i vostri figli crescano, e appena crescono volete che siano di nuovo bambini.
Perdete la salute per guadagnare i soldi e poi usate i soldi per recuperare la salute".

Le mani di Dio presero le mie e per un momento restò in silenzio, allora gli domandai...
"Padre, che lezione di vita desideri che i tuoi figli imparino?"
Dio rispose con un sorriso: "Che imparino che non possono pretendere di essere amati da tutti , però ciò che possono fare è lasciarsi amare dagli altri".

"Imparino che ciò che vale di più non è quello che hanno nella vita, ma che hanno la vita stessa".

"Imparino che non è buono paragonarsi con gli altri".

"Imparino che una persona ricca non è quella che ha di più, ma è quella che ha bisogno di meno

"Imparino che in alcuni secondi si ferisce profondamente una persona che si ama, e che ci vogliono molti anni per cicatrizzare la ferita".

"Imparino a perdonare e a praticare il perdono".

"Imparino che ci sono persone che vi amano profondamente, ma che non sanno come esprimere o mostrare i loro sentimenti".

"Imparino che due persone possono vedere la stessa cosa in modo differente".

"Imparino che non si perdona mai abbastanza gli altri, però sempre bisogna imparare a perdonare se stessi".

"E imparino che IO sono sempre qui. SEMPRE".

Che ne pensate?

2 commenti:

  1. Anonimo13:30

    Veramente la parola di Dio è segno di contraddizione.
    Nel discorso di Gesù è evidente
    che è l’altro asimmetrico,
    perché è l’affamato che accusa me sazio,
    l’ignudo che accusa me ben vestito e mi comanda:
    o investo la mia libertà o mi libero dall’accusa allontanandolo da me con un po’ di soldi.
    La vera mistica è quella che m obbliga a cercare
    nell’esteriorità il mistero della mia esistenza.
    Andare incontro ad altri significa
    mettere in questione la mia libertà,
    il mio potere sulle cose,
    questa libertà della ‘forza che può,
    questa impetuosità sfrenata alla quale tutto è permesso.
    Come è stato possibile per noi cristiani
    collocare la trascendenza fuori, al di là della vita,
    costruire una fantastica città di Dio,
    dal momento che affermiamo
    che Dio è sceso nella nostra città
    e ha incaricato l’uomo della nostra salvezza?
    È certo un’avventura, una grande avventura
    perdere quella sicurezza
    che ci viene offerta dal mondo religioso,
    un’avventura che è di un’«imprudenza primordiale
    Arturo Paoli

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  2. Anonimo13:36

    La quotidianità è l’unico tempio,
    che ha l’essere umano,
    è l’unica realtà dove può imparare
    ad amare e può amare davvero.
    Non posso amare solo platonicamente,
    devo amare davvero:
    ho bisogno di spazi, ho bisogno di volti,
    ho bisogno di restare dentro un tempo,
    una realtà concreta.

    “O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco…
    nel mio letto mi ricordo di te”:
    il luogo della preghiera come desiderio
    è uno spazio quotidiano, feriale.
    Mi ricordo di te, Signore,
    nei luoghi più familiari e umani.
    Sono i nostri luoghi in cui viviamo le nostre vite,
    le nostre rabbie, le nostre emozioni:
    diventano i nostri santuari.

    O Dio, tu desideri formare casa nella nostra storia.
    Il mondo è la tua e la nostra casa.
    E la casa è fatta di cose quotidiane, del mio letto,
    del mio pane, della mia cucina.
    Questi diventano gli unici luoghi necessari,
    veramente necessari per cominciare a vivere pienamente.

    Antonietta Potente

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